Il brutto film di Aurelio De Laurentiis

Il brutto film di Aurelio De Laurentiis

Loquor / Torna la rubrica di Anthony Weatherhill: ” Non importa come ci si riesce, e non importa in che modo la proprietà mette in scena la tua squadra del cuore. Conta avere una posizione in classifica in più, al fine di cercare di monetizzarla il più possibile”

di Anthony Weatherill

“Sono come Gesù che ha cacciato

                                                              i mercanti dal tempio”

Claudio Lotito

In nome del nostro amore per il calcio, e della nostra conseguente voglia di calcio, capita si accetti di tutto. Ma davvero di tutto. Capita, addirittura, che si giunga a rimuovere il concetto di coscienza, pur di continuare a vedere indisturbati lo scorrere delle giornate di un campionato, innamorati e rapiti dalle vicende della squadra del cuore. E con il tempo si diventa cinici, senza nemmeno rendersene conto. Assurge ad unica cosa che conta la vittoria di una partita più degli altri o l’avere una posizione di classifica migliore di quella dell’anno precedente. Non importa come ci si riesce, e non importa in che modo la proprietà mette in scena la tua squadra del cuore. Conta avere una posizione in classifica in più, al fine di cercare di monetizzarla il più possibile. “La gente non ha capito che dalla metà degli anni 90 le squadre di calcio sono diventate società per azioni, quindi devono fare utili”, ha detto Aurelio De Laurentis nella surreale conferenza stampa di presentazione del suo Bari, davanti   alla stampa del capoluogo pugliese. Spero possa perdonare, il presidentissimo del Napoli, il riferimento alla sua persona parlando del possesso del Calcio Bari. Sono giorni che l’imprenditore cinematografico va dicendo a destra e a manca che il presidente del Bari è il suo figlio primogenito Luigi. Il quale primogenito, a malapena e grazie all’insistente curiosità della stampa barese, ha avuto il permesso di informare “urbi et orbi” il suo prossimo trasferimento da Londra a Bari per occuparsi h24 delle vicende della squadra di calcio appena acquisita dalla famiglia De Laurentis.

Per il resto è stato uno show torrenziale dai caratteri egocentrici e aggressivi di un genitore preoccupato di far sapere al tifoso medio la sua idea di ristrutturazione del  calcio italiano, per farlo entrare finalmente nel futuro. Ovviamente un futuro prefigurato da lui e da qualche suo sodale in visioni e relativi affari. Allora vediamo un po’ di descrivere questo futuro prefigurato dall’Aurelio nazionale. In primo luogo bisogna togliersi dai piedi quell’inutile orpello novecentesco recante il nome di Federazione Italiana Gioco Calcio, colpevole di non capire le necessarie esigenze mercantilistiche delle società calcistiche contemporanee. “Bisogna azzerare i poteri della Federcalcio, così come promesso dal mio amico Giovannino Malagò(da notare il vezzeggiativo usato per il nome, ad indicare ostentatamente grande sodalità), il quale è uomo politico di grandi ambizioni. E siccome si trova al suo ultimo mandato come presidente del Coni, in futuro dovrà trovarsi una nuova collocazione politica e i voti della Campania e della Puglia sarebbero per lui necessari. Chiaramente questa non è una minaccia, ma un dato oggettivo”. Lascio al lettore giudicare se queste parole siano una minaccia, un avvertimento, un consiglio d’amico o quant’altro, quel che preme in questa sede è analizzare la sostanza del De Laurentis pensiero, gravido di concetti che definire mercantilistici temo sia un eufemismo. Infatti, proseguendo nel suo disegno per un futuro del calcio italiano, il patron napoletano ha ricordato, veramente con molta eleganza, come sia “la Serie A a mantenere tutte le serie minori, e che se nella riforma della Federcalcio questo dato di fatto non si tramuterà in più potere per Lei(tradotto:più voti decisionali), allora forse decideremo, sulla scorta della Premier League, di staccarci dalla Federazione per associarci all’Eca”(European Club Association).

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Ovviamente anche questa non è una minaccia, ma solo un far contare un legittimo potere detenuto dai presidenti della massima serie. Ovviamente per De Laurentis. Non si hanno notizie di una reazione di Giovannino(ma sì, chiamiamolo così anche noi) Malagò, il quale probabilmente non sa ancora quanto deve stare attento per le sue ambizioni politiche. Ma De Laurentis non si è fermato qui nelle sue visioni futuristiche, e ha candidamente ammesso quanto per lui l’evento da stadio non conti più, visto che vuole raggiungere i suoi tifosi(da lui chiamati, senza mezzi termini, clienti. Almeno ha il pregio di non essere ipocrita) direttamente nelle comode poltrone di casa. Ecco perché vuole progettare uno stadio di massimo ventimila posti, uno spazio dalla funzione di semplice cornice minimalista ai restanti trentanove milioni e novecentoottantamila  “clienti” da televisione. E’ una vera volpe il fu cinematografaro romano(ormai il cinema rimarrà sempre più ai margini della sua attività imprenditoriale. Ecco perché il figlio Luigi si occuperà del Bari), e ha ben capito come ben mettere all’incasso la”droga” calcio, come quando fa pagare l’evento televisivo delle amichevoli precampionato dieci euro l’una. Non voglio definire con nessun aggettivo la vendita di un’anonima e insignificante amichevole estiva, non volendo correre il rischio di ritrovarmi circondato dagli avvocati del buon Aurelio, sempre pronti a sporgere querele a volontà. Registro solo che il Napoli è l’unica società in Italia a farsi pagare l’evento amichevole estivo via tv. Cairo, tanto per fare un paragone, la prestigiosa amichevole contro il Liverpool l’ha fatta trasmettere in chiaro attraverso La7. I tifosi del Napoli, sempre contro il Liverpool, non hanno avuto la stessa fortuna e hanno dovuto pagare i soliti dieci euro.

“Se fate un sondaggio tra i quaranta milioni tifosi del Napoli(ma saranno davvero quaranta milioni poi?), scoprirete che la maggior parte stanno con me”, ha continuato nella conferenza stampa di Bari, dove, a suo dire, si sarebbe dovuto parlare solo del Calcio Bari. Invece si è dilungato sulla Federcalcio, su Malagò, su come il sindaco di Bari sia infinitamente migliore di De Magistris, e non poteva certo mancare un omaggio al presidente della Lega Calcio Serie A, Gaetano Miccichè: “un signor presidente, oltre che banchiere”. Miccichè è quel genio d’uomo che sta costringendo i tifosi italiani a sottoscrivere due abbonamenti tv, se vogliono seguire tutte le partite della loro squadra del cuore. Per la serie: non abbiate dubbi, io sono proprio un banchiere. Proseguendo nel suo viaggio nel futuro, il presidente del Napoli ha chiarito ai presenti che molti presidenti della Serie A non hanno ancora capito(chiaramente è solo lui a capire. Lui e tutti quelli che concepiscono il calcio come un affare) come i club “siano a scopo di lucro, e che presto il campionato cambierà pelle”, giungendo a prefigurare un campionato ridotto a quattordici squadre, “perché il Frosinone proprio non ce la fa a giocare nemmeno contro l’Atalanta. Vedevo la differenza proprio mentre giocavano”. Cosa vuoi dire ad uno che si esprime così? Cosa vuoi dire ad uno che vorrebbe una torta sempre meno condivisibile con altri? Meglio non dirgli niente, altrimenti si rischia di finire come il povero Umberto Chiariello, giornalista di Canale21, minacciato di querela con relativo consiglio all’editore(“che è una brava persona”) di licenziarlo, perché mestatore di tifosi anti De Laurentis e propagatore di bufale. La bufala, secondo il presidente del Napoli, sarebbe stata la notizia diffusa da Chiariello di un contatto tra Luigi De Laurentis e Cavani, per convincere il giocatore uruguagio a sbarcare a Napoli. L’arroganza e la violenza di Aurelio De Laurentis(è incredibile come si possa fare pressioni per far perdere il posto di lavoro ad una persona) non hanno trovato nessuna reazione da parte dell’Ordine dei Giornalisti, rimasto in silenzio di fronte a questa inaudita aggressione. Oltre a Chiariello, solidarietà va data ai tifosi del Napoli, definiti dal loro presidente “chiacchieratori da bar”, per cui non all’altezza di professionisti del calcio come lui.

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Sicuramente un grande professionista è Luigi De Laurentis, basti vedere il curriculum(sic) maturato nel mondo del calcio. Ricapitoliamo sinteticamente il futuro prefigurato dal presidente del Napoli: tifosi trasformati in clienti, la Serie A ridotta a quattordici squadre, il massimo campionato italiano che si stacca dalla Federcalcio, uno stadio da ventimila persone, le squadre della massima serie che si legano all’Eca. E’ davvero un bel futuro, uno di quelli dove i mercanti fanno quello che vogliono e dove i clienti devono sottostare alle loro leggi, senza nessun organo terzo a sovrintendere e proteggere gli interessi generali. Ci sono tifosi che si augurano un presidente come De Laurentis, tifosi a cui voglio dedicare un interessante detto: “quando Dio vuole punire, realizza i nostri desideri”.

Di Anthony Weatherill

(ha collaborato Carmelo Pennisi)


Anthony Weatherhill, originario di Manchester e nipote dello storico coach Matt Busby, si occupa da tempo di politica sportiva. E’ il vero ideatore della Tessera del Tifoso, poi arrivata in Italia sulla base di tutt’altri presupposti e intendimenti.

48 Commenta qui
  1. WGranata76 - 2 mesi fa

    A mio avviso Cairo e DeLa sono molto, ma molto simili e hanno intenti che si allineano a livello di gestione imprenditoriale della squadra. Non è un caso che dopo 13 anni di nulla oggi il nostro presidente abbia tentato di alzare l’asticella con un discreto mercato, non è che annusano cambiamenti futuri in lega?
    Cairo a differenza del presidente del Napoli a mio avviso è solo molto più cauto nelle dichiarazioni e meno ambizioso sportivamente, perchè molto più accorto dal punto di vista imprenditoriale, e sa che il rischio nel calcio è alto.
    Concordo poi con chi dice che in fondo tutti i maggiori presidenti e società dei club più importanti la pensano esattamente nello stesso modo di DeLa e lo hanno già detto, magari meno esplicitamente, in passato e in particolare le strisciate vorrebbero da tempo una sorta di superlega in barba a tutti i campionati.
    Il calcio moderno è questo oramai, conta il denaro e il giro commerciale intorno a giocatori, sponsor e procuratori milionari.

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  2. iard68 - 2 mesi fa

    Condivido in pieno, un bell’articolo su un brutto personaggio. E il fatto che non sia certo l’unico non è certo una consolazione.

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  3. Sterry - 2 mesi fa

    De Laurentis e’ un buffone! si crede il nuovo visionario, genio guru ma e; solo un buffone pallone gonfiato! Io sono arrivato pure a sperare che le merde vincessero il 7 scudetto pur di vedere quel pallone gonfiato sgonfiarsi!

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  4. granata - 2 mesi fa

    De Laurentis dice oggi quello che altri presidenti hanno detto già (vedi Lotito evAndrea Agnelli) e quello che temo pensino i supermiliardari stranieri che hanno investito soldi nel calcio italiano con grande felicità dei tifosi. Quindi, non è un’ eccezione, nè il solito “guappo” napoletano. Ricordo che gli stessi concetti esprimeva Giraudo ad della Juventus e che all ‘epoca si creò una sorta di superelga che voleva organizzare un suo campionato europeo (fu stoppata dall’ Uefa). Alcune critiche di Weatherill sono giuste, ma il fatto che la Serie A a 20 squadre sia pletorica non lo dice solo De Laurentis. Io ricordo la Serie A a 16 squadre e nessuno si scandalizzava, anzi era un signor campionato. Che vi siano o vi siano stati club troppo modesti per una Serie A di livello mi pare una verità lapalissiana. Finora non la si è ridotta non per motivi cavallererschi verso i piccoli club, ma perchè si temono ripercussioni di tipo economico (meno partite uguale meno soldi, sponsors meno generosi, diritti tv ridotti ecc. ecc.). De Laurentis è sicuramente antipatico, ma non dice semrpe fesserie. Le dice in modo cafonesco. Avere criticato Sarri che ha fatto perdere al Napoli un campionato per non avere utilizzato il tour over (cosa che la sua avversaria arrancante per tutto il torneo, la Juventus, ha fatto ampiamente) è una verità evidente. E brucia anche a noi granata, che abbiamo dovuto subire a Torino, per l’ ennesimo anno, le esultanze dei tifosi bianconeri. Se poi si ama un calcio diverso e si contesta la deriva aziendalistica presa da questo, basta non andare allo stadio, non fare l’ abbonamento a Sky o a Dazn, come ha già detto qualcuno, sarebbe una obiezione di coscienza civilissima e coraggiosa. Se le cose dovessero andare come afferma De Laurentis (Cairo la pensa diversamente? Perchè non lo dice esplicitamente?) sono pronto a farla.

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    1. marione2 - 2 mesi fa

      Credo, per la prima volta in vita mia, di condividere integralmente la tua visione

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    2. GlennGould - 2 mesi fa

      L’occhio vuole la sua parte. Delaurentis, che gode del lavoro del padre (e non è una mia opinione), si atteggia e parla con una strafottenza imbarazzante, tratta i deboli come merde, e scusa il francesismo; e può avere tutte le ragioni che vuoi, ma uno così, per me, se ne può andare aff……. e riscusa il francesismo.

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      1. marione2 - 2 mesi fa

        Ah ecco. Visto che sei colto ti cito (adattandolo) Dumas. Quindi voi sareste contrario agli insulti, solo quando riguardano gli altri.

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        1. GlennGould - 2 mesi fa

          Marione(2),guarda che io non ho insultato nessuno del forum. Ritengo sia una persona presuntuosa, che fa il figo con i soldi degli altri e che, per indole, ama schiacciare i più deboli. E si, per me una persona del genere può andarsene aff….e allora? Ho insultato qualcuno del forum? Ho esternato il mio disprezzo per una persona la cui filosofia è antitesi di come vedo le cose io.

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          1. marione2 - 2 mesi fa

            Strana morale e anche strana conoscenza del codice. Dire che Cairo è stato condannato non si deve fare e se uno lo fa è odio. Dire che Cairo prende per il culo è un insulto, se uno mi insulta rispondere agli insulti non va bene, ma mandare affanculo Delaurentis è diverso. Già d’altronde Dela non è del forum quindi c’è una deroga del codice.

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      2. torotorotoro - 2 mesi fa

        D’accordo interamente con te, anche per il Pianista! (Hai letto “Il Soccombente” di Thomas Bernhard?)

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    3. Sterry - 2 mesi fa

      Il fatto che anche Lotito e Agnelli dicano la stessa cosa (non einstein) non vuol dire che uno possa non essere d accordo. Ci sono alcuni punti del ragionamento che mi trovano d accordo ( come la serie A a 16 squadre); ma perche’ De La non la proponeva quandop era in serie B?
      Perche’ da quando ha preso il Bari dice che e’ un affronto che il Bari non venga ripescato in serie B (cos’e le leggi se le fa lui)? perche’ adesso che il napoli ha raggiunto un livello alto deve punatre a fare il campionato europeo? alui cosa gliene frega del Torino, della Fiorentina etc loro si fanno il campionato con Il frosinone, ma il Napoli le merde etc fanno il super campionato europeo!
      De La come Lotito e’ solo un buffone arrichhito e le sue trovate da pazzo visionario sono volte a renedre il calcio sempre piu uno spettacolo per pochi!

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    4. ALESSANDRO 69 - 2 mesi fa

      Io infatti la mia risposta a questo sistema l’ho già data: niente abbonamenti a pay tv,niente magliette griffate. Se vorrò vedere una partita , comprerò un biglietto, mi farò i miei 480km che mi separano da Torino e per il resto mi accontentero’ di ciò che offrirà la TV tradizionale.
      È una piccola forma di protesta, insignificante, una goccia nell’oceano ma nella speranza che giorno molte gocce fomeranno un oceano…

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  5. PrivilegioGranata - 2 mesi fa

    Marione2 è in rampa di lancio come marione1.
    Poi ci saranno marione3, marione4, ecc.
    Peccato che il livello rimanga sempre marione0 (zero).

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    1. marione2 - 2 mesi fa

      Direi che un fallito nella vita e un seguace di Cairo può parlare solo del livello dei suoi famigliari.

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  6. GlennGould - 2 mesi fa

    La storia lavorativa di De Laurentis, in realtà è diversa da come può sembrAre.
    Ha iniziato senza appoggi, senza nulla, con poche lire. Passo dopo passo, anno dopo anno, i suoi affari non decollavano, anzi. Lui teneva duro, non demordeva,e poi, un giorno, accadde qualcosa che poteva accadere solo ai grandi inprenditori come lui: il padre gli lasciò in eredità miliardi di euro e un giro di affari che comprendeva conoscenze e agganci in tutti i continenti.
    Ora lui si erge a paladino d intelligenza e lungimiranza imprenditoriale, dice quello che vuole e quando vuole, ora si propone come potenziale distruttore della (poca) poesia rimasta nel calcio; giudica, sentenzia, condanna, redime.
    Fortunatamente, di lui c’è ne soltanto uno. E meno male..

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    1. marione2 - 2 mesi fa

      E come è arrivato lì Cairo non ce lo racconti? E chi lo ha portato no eh? E i bilanci falsificati non contano nulla vero?

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      1. ALESSANDRO 69 - 2 mesi fa

        Cairo non mi è simpatico, ma anni fa, quando ancora non aveva acquistato il TORO, Berlusconi (dal quale politicamente sono lontano anni luce)in una intervista extra calcistica parlando di lui lo definì in maniera netta così:” Cairo?? È un uomo che sprizza intelligenza da tutti i pori..” …Evidentemente al di là delle congetture che fai tu qualcosa di buono deve averla fatta se uno come Berlusconi si era esposto in quel modo..Da come ha operato nella nostra società, piaccia o no, non si può dire che non avesse ragione…

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        1. marione2 - 2 mesi fa

          Stai rigirando la frittata. Mischi l’intelligenza perchè non vuoi parlare della amicizie di Cairo che sono quelle della famiglia Agnelli, di chi lo ha portato lì, sempre la stessa famiglia. Di quella a cui lui si inchina deferente e si guarda bene dal protestare se ci sono errori arbitrali. E la conbdanna cosa c’entra con l’essere intelligente?
          Diciamo che voi siete corretti solo per quanto riguarda gli altri, perchè in casa voistra c’è ben di peggio, ma lì girate il viso da altra parte

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      2. GlennGould - 2 mesi fa

        Te lo devo raccontare io? Cairo non ha certo bisogno del mio appoggio, questo è sicuro. Poi, il tuo odio per il presidente del toro è una questione tua. Hai chiaramente scritto che Cairo ha commesso dei reati penali, e questo è un problema tuo. Io, a Delaurentis ho mosso critiche etiche,tecniche, non ho scritto che ha commesso reati penali. Occhio, son due cose moooolto diverse.

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        1. marione2 - 2 mesi fa

          Odio? Ma che c’entra l’odio? Io ho scritto fatti provati e sentenze e non mi pare che le condanne siano affar mio, direi che sono affar suo. E infatti sono cose mooolto diverse. Le mie dei fatti, le tue le critiche di frustrati.

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          1. GlennGould - 2 mesi fa

            Hai uno strano modo di intendere le cose. Per ciò che riguarda l’appellativo con cui mi hai chiamato,contento tu..

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      3. GlennGould - 2 mesi fa

        CE LO racconti? Ma scusa, in quanti siete a leggere?

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        1. marione2 - 2 mesi fa

          E’ un forum, si presume che ci siano più persone a leggere quello che scrivi. O forse il primo messaggio era dedicato solo a me e ME lo hai scritto?

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        2. marione2 - 2 mesi fa

          Dici strano modo? Strano pensiero, perchè quello che tu chiami STRANO modo è lo stesso modo in cui lo intendono le procure di tutta Italia. Ma sicuramente è una congiura planetaria contro di lui.

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          1. Serafino - 2 mesi fa

            ‘SCUSATE MA SE DISCUTESSIMO DI CALCIO GIOCATO NON SAREBBE MEGLIO

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  7. user-13793800 - 2 mesi fa

    Se fossimo capaci di non fare più abbonamenti in tv e di seguire le proprie squadre solo allo stadio e alla radio e/o a novantesimo minuto e/o a vedere solo le partite in chiaro i potenti del calcio non saprebbero più cosa fare per dividere la torta di un sacco di clienti non paganti…

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  8. PrivilegioGranata - 2 mesi fa

    Il rimedio contro gente come ADL, Giovannino Malagò, JJ a strisce, Massa, Di Bello, Rocchi e compagnia, è guardarsi su internet le partite di hockey su ghiaccio della NHL (la Lega Nordamericana).
    Spettacolo allo stato puro, velocità, potenza, tecnica, gioco di squadra.
    In confronto anche la migliore partita di calcio europeo sembra moscia, lenta, zeppa di imprecisione.
    Provare per credere (cit. Aiazzone)

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  9. user-14003131 - 2 mesi fa

    Per avere un ADL mi tengo Cairo.

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    1. marione2 - 2 mesi fa

      Bravo, fai bene.

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      1. ALESSANDRO 69 - 2 mesi fa

        Se vuoi De Laurentis oggi puoi anche scegliere: puoi andare a tifare Napoli o Bari…oppure tutte e due….Accomodati…

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        1. marione2 - 2 mesi fa

          No, ma per carità. Non volevo mica offendere. Se uno nella vita è abituato a perdere, farsi prendere per il culo e leccare il culo si deve tenere Cairo ben stretto.
          Tranq

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          1. GlennGould - 2 mesi fa

            Ma ci riesci a scrivere un post senza parolacce e/o insultare qualcuno che non sia d’accordo con te?

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        2. marione2 - 2 mesi fa

          Tu invece per farti prendere per il culo per il 14esimo anno e non vincere mai un cazzo puoi tranquillamente restare dove sei.

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          1. ALESSANDRO 69 - 2 mesi fa

            Non meriti nemmeno mezza risposta…perderei solamente tempo..

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          2. marione2 - 2 mesi fa

            Alessandro per te mezza risposta è mezzora di elaborazione del cervello ed è effettivamente una perdita di tempo.

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  10. ALESSANDRO 69 - 2 mesi fa

    L’articolo è veramente un capolavoro di giornalismo, purtroppo ADL è questo, il personaggio è di quelli da evitare come la peste.
    Già il fatto quando parla di 40 milioni di tifosi napoletani (la metà del popolo italiano……)fa capire che razza di ciarlatano ci troviamo davanti.
    Io penso che il calcio sta arrivando a un punto di non ritorno in cui noi, se vogliamo salvarlo, dobbiamo prendere una posizione netta..
    Come??? Smettendo in massa di fare abbonamenti, comprare magliette griffate a prezzi da galera, comprare partite in pay tv, insomma togliendo l’ossigeno a questo mostro.
    Il calcio per me è una passione, lo seguo da bambino, ma non è una droga, posso stare per anni anche senza.
    Sono utopista??? Sicuramente, ma è l’unica forza che abbiamo per combattere un fenomeno fatto di presidenti come ADL , di procuratori avidi e sempre più sanguisughe di calciatori sempre più mercenari…..Il calcio è uno sport che viene dalla strada e lì va riportato se vogliamo evitarne la morte per asfissia..Questo è il mio pensiero..

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  11. Daniele abbiamo perso l'anima - 2 mesi fa

    Purtroppo il pensiero di De Laurentis è identico a quello di tutti gli altri presiedenti, compreso il nostro.
    Ormai basti vedere cosa hanno fatto ora con Dazn. Una volta era il produttore che si adeguava alle esigenze del “cliente” , adesso è il contrario. Siamo noi tifosi (clienti) che ci dobbiamo adattare al loro business.
    Una schifezza.. E la gente si disaffeziona al calcio. Forse sta accadendo ancora di più per i tifosi del Toro, che sono nostalgici per natura, ed è anche per questo che lo stadio ormai non lo riempiamo quasi più.
    I tifosi di calcio vorrebbero tornare al passato. Partite gicocafe solo alla domenica., Derby in uno stadio diviso a metà. Giocatori che non cambiano maglia al primo anno buono. Rimuovere i dieci sponsor che coprono il colore delle magliette. Presidenti che tifano per la squadra che hanno acquisito. Capitani che restano una vita nella stessa squadra.
    E Quelli del Toro lo vorrebbero più degli altri.

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  12. drino-san - 2 mesi fa

    Il calcio sta rivivendo quello che é successo 30-40 anni fa all’automobilismo. Categorie minori oscurate a favore del grande business “Formula 1”. Risultato: la F1 é diventata una farsa e nelle altre categorie non girano neanche i soldi per riempire le griglie di partenza. Cancellare la FIGC significa distruggere il movimento calcistico.

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  13. Wallandbauf - 2 mesi fa

    Non rappresenta l’Italia che vorrei..

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  14. user-13849013 - 2 mesi fa

    Completamente d’accordo con De Laurentis.

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  15. user-13849013 - 2 mesi fa

    Ma di cosa state parlando??? Scusate, qui si parla di De Laurentis che chiama i tifosi del proprio club “clienti” ed altre boiate.
    I club ora come ora sono aziende (De Laurentis quindi ha ragione) basti guardare i club maggiori che sono addirittura quotati in borsa. Il gioco calcio “tira” ed è seguito nonostante tutto il “marciume” che lo circonda (calcio scommesse, partite comprate, arbitraggi dubbi, squadre che detengono fino a 100 cartellini e via dicendo). Se le partite vengono vendute via tv (anche le amichevoli), e ci sono persone disposte a PAGARLE e ripeto PAGARLE anche 10€, quei tifosi non sono più tifosi ma clienti del prodotto NAPOLI calcio.
    Se ora per visionare alcuni club ci vogliono due abbonamenti ed i prezzi sono proibitivi é sicuramente perché c’è domanda e la domanda è anche alta. Detto ciò il calcio oggi non è più solamente uno sport ma un prodotto da vendere e distribuire ai vari clienti. Il prezzo?? Quello è basato su domanda ed offerta come qualsiasi prodotto. De Laurentis non è stupido. Ha solo un difetto: quello di essere onesto.

    Per protesta, in Italia nessuno si dovrebbe abbonare allo schifo di pay-TV per vedere le partite e nessuno dovrebbe pagare più di 10€ per vedere una partita allo stadio (più o meno il prezzo del cinema, del circo o di qualsiasi altro spettacolo).

    Purtroppo se il calcio oggi è inteso come business e se le squadre sono intese come aziende o società è colpa on primis dei tifosi disposti a pagare cifre folli per abbonamenti, pay tv, magliettine del caxxo (maglietta di cristiano Ronaldo 100€) e quindi diventare da tifosi a clienti.

    FVCG Ivan.

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  16. torotorotoro - 2 mesi fa

    c’è una differenza fondamentale tra ADL e Cairo.
    Cairo sarà sparagnino e freddo, ma non è uno sbruffone. Tiene il Toro in un limbo mediocre, ma la squadra esiste, ha una sua base economica. Forse col tempo si arriverà in EL, chi lo sa. Mai ADL

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    1. marione2 - 2 mesi fa

      Ah no? Cairo non è uno sbruffone? E la squadra più forte degli ultimi 30 anni? E vinco e me ne vado? E lo giuro sui miei figli?
      La squadra esiste, la squadra del Napoli invece no. Quelli che ci danno 40 punti tutti gli anni non te li ricordi? Quelli che comprano i giocatori e quando li vendono li sostituiscono no eh, Meglio uno coime Cairo.

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  17. Esempretoro - 2 mesi fa

    Allucinante…ho citato il Napoli in passato come esempio di crescita da emulare,ma dopo queste esternazioni ne sono profondamente pentito.
    Particolarmente sgradevole il riferimento ad un travaso di voti per il pessimo Malagò,persona di fatto molto amata dai soliti noti e dedita alla peggior cultura clientelare di politica memoria. Se il futuro fosse quello tratteggiato da quei deliri per noi e per molti altri amanti del calcio non ci sarà scampo. Forse sarebbe ora di farsi sentire. Ottimo artcolo,come sempre.

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  18. marione2 - 2 mesi fa

    DeLa ha pregi e difetti. Spesso quando parla sbrocca, tuttavia ha preso il Napoli in serie C e pur guadagnandoci sopra lo ha trasformato in una delle squadre più forti in Europa. L’anno scorso meritavano di vincere lo scudetto.

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  19. Giankjc - 2 mesi fa

    ADL è davvero la faccia più rozza di questo nuovo modo di guidare le società di calcio, ma non è certamente il solo a pensarla così, tutt’altro.
    Cairo in questo solco ci sta a pieno titolo e, anche se non è scenografico e teatrale come De Lamentis, il suo modus operandi, in scala ridotta, è il medesimo.

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  20. ale_gran79 - 2 mesi fa

    Concordo con Weatherill nel giudizio su ADL: un personaggio divenuto sempre più insopportabile col passare del tempo. Da quando è entrato nel mondo del calcio ha scoperto i soldi veri, e soprattutto ha capito che chi ha successo in questo settore acquisisce prestigio e soprattutto potere.
    Ora sembra quasi che cerchi di spostare l’asticella dell’arroganza sempre un po’ più in alto per vedere fin dove puo’ arrivare, poi magari tra qualche anno ce lo ritroveremo con le terga sul selciato, come gia’ successo a molti suoi (poco illustri) predecessori.
    Non so se Cairo sia meglio o peggio, ma di sicuro un De Laurentiis al Toro non lo vorrei mai.

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  21. Dijon - 2 mesi fa

    Anche qui ho sentito di gente che pagherebbe x avere un presidente come lui.. per poi alla fine comunque nn vincere nulla ma essere tra le big.. gente che accetterebbe di farsi cambiare il nome e il colore della maglia.. io accontentista quanto si vuole mi tengo cairo..

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