Toro, contro il Cagliari o la reazione o la profonda crisi

Toro, contro il Cagliari o la reazione o la profonda crisi

L’editoriale di Gino Strippoli / Mihajilovic all’ultima spiaggia, dentro o fuori!

2 commenti

Dopo l’ennesima disfatta a Firenze, il Toro è crollato anche in classifica, andandosi a inserire poco sopra le squadre che lottano per non andare in serie B. 13 punti che sono davvero un’inezia per chi aveva l’obiettivo primario di arrivare in Europa. Eppure i giocatori ci sono, le qualità pure; forse è sfiorito il feeling tra i giocatori e l’allenatore? Tutto può essere, o semplicemente questi giocatori e le loro qualità mal si sposano con il sistema di gioco del mister. Già, un modulo che ha fatto acqua sin dalle prime giornate dove era ben visibile quanto il centrocampo a due non potesse reggere l’urto avversario, vuoi perché i due esterni bassi (De Silvestri e Molinaro) hanno sempre fatto fatica, vuoi perché i due esterni alti non hanno mai aiutato il centrocampo come avrebbero dovuto fare, chi per fisicità (Iago), chi per incapacità e per mancanza di condizione (Niang).

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Da mesi si scrive e si dice che questo modulo non va bene rispetto invece ad una copertura a tre in mezzo al campo capace anche d fare il giusto filtro. Invece si è continuato a andare avanti e a sprofondare indietro sia con le prestazioni che con i punti. L’unica partita vera giocata e dominata il Toro l’ha fatta a Udine, ma per il resto questa squadra non ha mai convinto realmente.

Contro il Cagliari o arriva una vittoria, ma potrebbe non bastare visto che subito dopo ci sarà l’Inter, o c’è anche la possibilità di un esonero per Mihajlovic.

Il Toro è la settima difesa più perforata della serie A con 17 reti subite; anche in attacco le cose non vanno bene e con sole 14 segnature è l’undicesima squadra per gol realizzati, senza contare i soli due punti nelle ultime 5 partite.  Da questi dati si vede come l’equilibrio tra i reparti sia crollato in poche giornate, ma soprattutto fa impressione la media da retrocessione che il Torino ha avuto nelle ultime partite giocate.

Ma adesso con le squalifiche di Rincon (ma li vale 9 milioni di euro, siam sicuri?) e di Barreca, oltre al lungodegente Lyanco e ai convocati ma dalle condizioni precarie Belotti, Obi e Ansaldi, il Toro come si schiererà contro il Cagliari?

Sicuramente rientrerà Acquah al fianco di Baselli e non è detto che in mezzo a loro possa vedersi Valdifiori come puro regista. I due terzini saranno ovviamente De Silvestri e Molinaro per ovvie ragioni (ci sono solo loro, anche se Ansaldi potrebbe stringere i denti), mentre Iago e Ljiaic potrebbero  giocare in linea come due mezze punte con il deludente Niang punta centrale, oppure con Belotti in caso di miracoloso recupero. È un’ipotesi plausibile visto il fallimentare 4-2-3-1 attuale.

Il Cagliari ovviamente è una squadra sicuramente meno forte del Toro ma i granata hanno faticato contro Verona, Crotone, Benevento tanto per dirne tre che sicuramente lotteranno per non scendere in serie B: quindi occhio ai cagliaritani.

2 commenti

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  1. sysma_558 - 3 settimane fa

    PROFONDA CRISI E’ GIA’ ADESSO……..SVEGLIA PER FAVORE.

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  2. prawn - 3 settimane fa

    Se non è crisi avere un organico da quanto, 150 milioni e giocare come dei dilettanti e stare a destra della classifica di una serie A quanto meno modesta a parte le prime sei…
    Col Cagliari sarà dura NON vincere, la. Differenza in campo è troppa, il generale ha fatto ritiro, ha cazziato tutti, per cui a meno che la squadra non giochi contro di lui (cosa che spero, almeno magari quello vorrebbe dire che la preparazione non è stata cannata completamente…) oggi si vince, magari, come tradizione si prendono un paio di goals, magari, come tradizione, si giocherà male.
    Ma Miha non merita la panchina del Torino, sono troppi mesi di grigiume per meritarsi il granata.
    All’allenatore auguro una buona gavetta, ripartirei con qualche squadra di serie D, stipendio al minimo sindacale e portarli su in A.
    Ha TANTO da imparare.
    Vedi Pippo Inzaghi.
    Vedi il suo simile Montella che non mangerà quasi di sicuro il panettone a Milano

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