Toro: a Cagliari grande prova e una vittoria convincente

Toro: a Cagliari grande prova e una vittoria convincente

L’editoriale di Gino Strippoli / Con Ljajic arretrato i granata viaggiano con più fantasia e in difesa un Carlao Meravigliao!

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Un po’ a sorpresa, ma anche un po’ anticipato da Mihajilovic dopo la partita contro l’Udinese, i granata sono scesi in campo con un modulo nuovo che ha portato sicuramente più fantasia nel gioco. Un Ljajic così il Toro di quest’anno non lo aveva ancora visto: combattivo ma soprattutto libero di giocare la palla sia come regista sia come mezza punta. Grande costruzione di gioco e ottimi assist per i compagni: il serbo ieri é stato fino alla fine della partita voglioso di fare e dare il proprio contributo alla vittoria granata. Ha fatto giocate di qualità, ha segnato un gran gol, ha offerto palloni deliziosi per Belotti e compagni. Insomma un giocatore ritrovato che é anche arrivato a timbrare il settimo gol in campionato e sicuramente nella nuova posizione non finirà qui. Ma in realtà é stato tutto il Toro a giocare bene, nonostante i primi 15 minuti siano stati piuttosto “balbettanti”. Poi dopo lo schiaffo di un rigore segnato da Borriello il Toro si è destato dal torpore e ha iniziato a macinare gioco: triangolazioni e verticalizzazioni che lo hanno portato a dominare la partita fino almeno all’80’, tant’é che prima Belotti, poi Barreca e Iago Falque hanno sfiorato la quarta segnatura. Partita quasi perfetta perché poi nell’ultimo quarto d’ ora – comprensivo del recupero – i granata hanno allentato la pressione permettendo al Cagliari di giocare, con i sardi che hanno trovato alla fine il gol che ha accorciato le distanze. Piccolo neo di una partita davvero gagliarda dove la mediana hanno tenuto bene il campo sia Baselli che Acquah sono stati combattivi e costruttivi con il ghanese che ha segnato un gol strepitoso da fuori area, portando a due le reti in campionato.

Baselli invece ha saputo costruire belle trame di gioco oltre che essere importante nel proteggere il centrocampo granata mettendo sempre il piede in ogni contrasto senza paura. Chiaramente non si può dimenticare il Gallo Belotti, artefice del raddoppio granata, di testa ed in sospensione come un vero giocatore di pallacanestro. É rimasto in aria ad aspettare il pallone messo in mezzo da Zappacosta fino alla fine segnando così il suo 24° gol in campionato riprendendosi il suo scettro di re dei cannonieri. Tutto il Toro ha funzionato a dovere: da Molinaro al già citato Zappacosta – bravi a dare il loro contributo in difesa –  all’eterno Moretti. Ma citazione particolare va data a Carlao. Il giocatore brasiliano si é presentato al campionato italiano in maniera eccelsa, giocando sempre con autorevolezza e con anticipi da campione, mai una sbavatura eccezion fatta per il rigore, ma la sua prova é stata importante ed ora non é più quell’oggetto misterioso che sembrava essere. Possiamo adesso senza ironia dire che il Toro ha un Carlao Meravigliao. La sua padronanza nel tenere il campo ha sorpreso davvero tutti. Bravo anche Boyé che ha giocato molto per la squadra. L’unica cosa di questa partita che non é piaciuta é stata l’arbitraggio di Rocchi con ammonizioni a senso unico ai granata mentre i vari Belotti, Ljajic e Boyé più volte colpiti da tergo non hanno mai visto i propri avversari con il cartellino giallo sbattuto sul viso. Peccato per l’ espulsione di Acquah, (poteva starci per doppia ammonizione, la seconda entrata del ghanese é stata davvero dura) che gli farà saltare la partita con il Crotone. Bravo Mihajlovic che ha cambiato modulo, ci ha creduto, ha rischiato, ha vinto in maniera convincente, probabilmente trovando il bandolo della matassa del gioco arioso e di attacco che lui vuole vedere dai suoi giocatori.

1 commenti

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  1. granata - 8 mesi fa

    Ridisegnato il centrocampo, il Torino si è ritrovato. Non si tratta però solo di modulo, ma di uomini. Valdifiori e Benassi si sono rivelate delle incompiute e, purtroppo, hanno condizionato buona parte della nostra stagione. Il ritrovato Aquah è quel frangiflutti che ci è mancato fino ad ora, il mediano incontrista che rompe le trame avversarie, il guastatore che consente a Baselli di esprimere al meglio le sue doti tecniche. Detto questo, non montiamoci subito la testa, non facciamoci prendere dall’ euforia. La difesa, smobilitata nella campagna acquisti estiva, continua ad avere delle pecche. Carlao ha disputato una discreta partita, macchiata però dall’ incertezza che ha causato il rigore. Anche lui non è buon colpitore di testa, una pecca non da poco in una difesa in cui si continuano a prendere gol sulle palle alte. E’ il classico brasiliano, di buon piede, migliore nelle ripartenze che nel gioco d’ area. E’ da rivedere con avversari più forti (che, fra l’ altro avevano perso il miglior attaccante, Borriello)per valutarne appieno le potenzialità come difensore centrale.
    Un’ annotazione su Ljhaic e Iago Falque. Come scrivo da tempo su questo blog, sono giocatori che per le latitudini del Toro sono preziosi. A volte indispettiscono, perchè ci si aspetta da loto sempre il massimo, ma mettono spessissimo lo zampino nelle nostre vittorie. Non sono giocatori volentrosi, ma confusionari, come Boye e Iturbe a poterli sostituire. Infine, se Mihajlovic ha aspettato troppo a camibare di posizione Ljhajic, ancora peggio sta facendo, secondo me, con Maxi Lopez, che potrebbe rappresentare a fianco di Belotti una coppia di attacco veramente efficace.

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