Il Torino ed il mancato “effetto Fila”

Il Torino ed il mancato “effetto Fila”

Il Granata della Porta Accanto / La Primavera vince più in trasferta che in casa e la prima squadra non ha tratto beneficio dal ritorno al “tempio”: un flop che fa male al cuore…

di Alessandro Costantino

Premetto che l’intento di questo articolo non è assolutamente polemico: ci sono cose sulle quali non si scherza e che non vanno tirate in mezzo solo per creare “casino” ed una di queste, almeno per un granata, è il Filadelfia. Anch’io, come tutti i tifosi, ho gioito e mi sono emozionato per la rinascita del Tempio degli Invincibili, fregandomene che fosse piccolo invece che grande o incompleto o diverso dal “vecchio Fila”. Quello che mi premeva e mi interessava era che finalmente fosse rinato, fosse tornato ad essere IL luogo per antonomasia della vita quotidiana del club: la casa della squadra ed un punto di riferimento per tutti i tifosi. L’affitto, il bar, i seggiolini erano tutte questioni anni luce lontane dal mio unico pensiero di avere finalmente di nuovo una casa (anzi LA casa) dopo vent’anni di vagabondaggi tra i centri sportivi affittatici dalla Juve, le erbacce, la desolazione o le ipoteche.

La realtà, almeno fino ad oggi, dice però, purtroppo, che un “effetto Fila” non c’è stato, né per la prima squadra, né per la Primavera. E non sapete con quanta tristezza faccio questa amara constatazione.

Mihajlovic diceva che il Filadelfia avrebbe portato 7-8 punti in più: o si era dimenticato di dire rispetto a che cosa oppure questi punti non si sono ancora visti. Per la Primavera il Fila è stato sin da subito una sorta di campo stregato. Sconfitta all’esordio dalla fortissima Atalanta, a parte due vittorie in Coppa Italia, lo stadio di casa è diventato terreno di conquista per molte squadre in questa stagione, ultima in ordine di tempo il Chievo. E anche le poche vittorie casalinghe sono state quasi tutte ottenute o al Don Mosso o a Grugliasco. Emblematica, in questo senso, la scelta di giocare la semifinale di ritorno della Coppa Italia proprio a Grugliasco, invece che sul campo “amico” di casa. Coppitelli lo ha anche ammesso fra le righe, dicendo che il Fila ha un terreno di gioco tarato per la serie A e pertanto loro si trovano male. Il nodo forse è che la Primavera non si allena al Filadelfia e che quindi non ha vera confidenza con quel campo, cosa abbastanza anomala visto che dovrebbe conoscerlo ad occhi chiusi.

Si dice che una moderna squadra di calcio professionistica abbia delle necessità diverse da quelle di trent’anni fa e che il nuovo Filadelfia non le soddisfi appieno. Sarà anche vero, ma a me pare allucinante che la Primavera debba utilizzare un’altra struttura perché la prima squadra usa entrambi i campi in contemporanea. E la sinergia tra il vivaio e la prima squadra? E i bocia che respirano l’aria dei “grandi” ed ambiscono a vestirne la maglia? Per non parlare del rapporto tra tifosi e squadra praticamente inesistente vista l’apertura degli spalti solo per una seduta a settimana e alla mancanza di promiscuità tra supporter e calciatori nell’area del cortile. Il calcio è cambiato, ma nulla vieta alla società (e ai giocatori stessi) di creare un legame più stretto con la tifoseria “concedendosi” maggiormente. Non è vietato entrare in contatto con la propria gente, ma con la scusa della sicurezza fa comodo a tutti gli addetti ai lavori avere una netta separazione dalla gente.

Ci siamo tutti illusi che i muri avrebbero riportato la “magia”, ma la verità è che sono (ed erano) le persone a fare del Fila un luogo speciale, quasi mitico. E con un presidente che sta a Milano e pensa più ai conti che ai risultati sportivi, un ds che non ha fiuto per i giovani talenti e ha tremendismo solo quando mette a segno una valenza e una società praticamente inesistente nelle altre figure diventa difficile far del Filadelfia ciò che è stato in passato. Non per questo però bisogna gettare la spugna e considerare deludente il ritorno al Fila. Innanzitutto perchè il progetto nel suo insieme non è ancora terminato visto che sono ancora da costruire i lotti 2 e 3. In secondo luogo perchè è fisiologico che serva tempo per ricreare quel circolo virtuoso che dagli anni Trenta aveva fatto vedere i suoi effetti benefici fino all’alba dei Novanta.

E’ chiaro che il Torino inteso come società dovrebbe metterci qualcosa di più nel Fila. E non solo a livello di soldi investiti. Dovrebbe essere il primo a far capire coi fatti che il Filadelfia non è solo un centro sportivo di allenamento, ma una parte fondamentale del suo esistere come club calcistico: il Barcellona ha come motto “mès que un club” (tradotto “più di un club”) e il Filadelfia dovrebbe essere esattamente per il Torino ciò che questo motto sostiene. Molto più di un campo…


Da tempo opinionista di tvvarna, do voce al tifoso della porta accanto che c’è in ognuno di noi. Laureato in Economia, scrivere è sempre stata la mia passione anche se non è mai diventato il mio lavoro. Tifoso del Toro fino al midollo, ottimista ad oltranza, nella vita meglio un tackle di un colpo di tacco. Motto: non è finita finchè non è finita.

21 Commenta qui
  1. christhrash 68 - 9 mesi fa

    Quando negli anni 70/80 venivano intervistati i giocatori del Toro una sola frase li accomunava ed era ” questa maglia ti entra dentro ed una volta che la indossi , te ne innamori e ti resta dentro per tutta la vita” ! Quale giocatore granata degli ultimi 20 anni ha detto e dimostrato questo ? Nel 2005 , sono scappati tutti …. e quelli di adesso sono innamorati solo dei soldi!!

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  2. Daniele abbiamo perso l'anima - 9 mesi fa

    Prima Legge del Toro: se qualcosa può andarci storto, lo farà.

    Seriamente invece penso che sia inutile costruire un fake del Filadelfia
    se poi la società non solo non si identifica con il Toro ma ne snatura le caratteristiche vendendo via via tutti i capitani della squadra e i giocatori più importanti,

    se allontana gli allenatori/tifosi dalla squadra e multa La Curva Primavera per non aver rispettato i posti dei seggiolini,
    Se non investe per una ristrutturazione dello stadio della prima squadra avvicinando e ingrandendo le curve al campo.

    Quando l’effetto “Fila” funzionava c’erano allenatori e giocatori che crescevano su quel campo fino ad arrivare alla prima squadra.
    Quando in casa il Toro spaventava tutti c’era una Maratona da 17000 posti
    In balconata negli anni 70-80 e primi 90 c’erano più di 100 tamburi…
    C’erano tifosi carismatici che univano i gruppi e creavano scenografie e iniziative uniche.
    Joe, Fe, Sogliola, Cucciolo, il Pittore e quanti altri.
    Gente borderline, a volte un filo violenta, ma nella maggior parte dei casi erano solo innamorati pazzi del Toro. E si facevano sentire.
    Ma volete mettere davvero quel Toro con questo di oggi?
    Quel Fila magari sgangherato ma pulsante di passione con il confetto grazioso ma vuoto di valori e di passione del Fila di oggi?

    Lasciamo perdere.

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    1. ddavide69 - 9 mesi fa

      Era esattamente come dici tu. Io ho iniziato a viverlo a partire dagli anni ottanta ma mi è bastato per capire l ENORME differenza con oggi.

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    2. Daniele abbiamo perso l'anima - 9 mesi fa

      Purtroppo Davide…

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  3. prawn - 9 mesi fa

    Abbiamo infatti 10 punti in più in campionato grazie al fila. Pensa dove saremmo!

    Il toro è morto, il toro non c’è più.

    È ora di rassegnarsi, può risorgere con un nuovo presidente ma con questo non saremo il toro, siamo una specie di udinese ma al posto di goderci il decimo posto e le valenze abbiamo la passata gloria e le nostalgie a farci incazzare.

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    1. ddavide69 - 9 mesi fa

      Concordo. Il primo a dover dimostrare di avere la garra è il presidente.

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  4. alexku65 - 9 mesi fa

    Francamente era stupido pensarlo e dirlo in un calcio come quello di oggi. L’unico a credere (secondo me sinceramente) a quel possibile effetto è stato quello poi mandato via..al di là dei suoi demeriti viveva il calcio “tropo intensamente” per come vuole invece Cairo. Parlare troppo in termini emozionali accende troppo la piazza. Meglio scendere ai “guardate da dove arriviamo” Venturiani che ammoscerebbero un cavallo…

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  5. fabrizio - 9 mesi fa

    perche’ E’ la cairese che si allena, non il toro

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    1. BACIGALUPO1967 - 9 mesi fa

      Mi spiace disilluderti ma li si allenano Sirigu Belotti Moretti N’kolou Barreca Edera Savic Jago etc etc e questi signori giocano con la maglia granata e vanno sostenuti e non vilipesi come accade troppo spesso qui sopra.

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      1. blackmapan_635 - 9 mesi fa

        Sono indegni di indossare la maglia granata. Devono giocare con la terza maglia, il colore, oltretutto calza a pennello

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        1. BACIGALUPO1967 - 9 mesi fa

          La dignità non sei tu a deciderla.

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          1. blackmapan_386 - 9 mesi fa

            Tifoso di cairo?

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          2. BACIGALUPO1967 - 9 mesi fa

            Tifoso del TORO e tu?
            Tifoso del tanto peggio tanto meglio?

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  6. BACIGALUPO1967 - 9 mesi fa

    coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare’, Scriveva il Manzoni
    FVCG

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    1. ddavide69 - 9 mesi fa

      Allora fuori dai coglioni

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  7. robertozanabon_821 - 9 mesi fa

    I commenti e le valutazioni sono tutti elencati nella stesura dell’articolo.
    La cosa triste è che non sono farneticazioni spinte dal rancore e dalla sfiducia bensì un mero e autentico cronicario di verità inconfutabili.
    Lo sconforto giunge dal momento in cui nessuno riesce ad intravedere una svolta fino a quando gli interpreti ed i responsabili di questa mestizia rimarranno gli stessi.
    E il futuro non promette nulla di buono.

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  8. Bilancio - 9 mesi fa

    Sono pronto a ricevere gli insulti.
    Ma serve un presidente che abbia un progetto sportivo (non finanziario) e che si basi su una rete di osservatori (modello atalanta) che scovi giovani (giovani) talenti vogliosi di emergere ma soprattutto che prendano lo sport come sport, con divertimento e spensieratezza, non troppo sul serio (ricordate il racconto di Pasquale Bruno che descriveva l aria scazzata dello spogliatoio al bernabeu prima di real toro). Un giocatore deve divertirsi, deve prendere le cose con spensieratezza SENO i rigori si sbagliano, il pallone diventa pesante e ci si nasconde dietro ai compagni. In pratica si HA PAURA di sbagliare. Una squadra che si diverte vince piu facilmente. Chi ha giocato a calcio “sa” che al campetto ti riuscivano dei numeri che in gare ufficiali mai e poi mai avresti provato per la PAURA di sbagliare.
    Quindi piu che cuore toro servono 1) un presidente piu tifoso 2) una rete di osservatori 3) dei giocatori alla Bruno, alla Lentini, alla Policano alla Annoni alla Casagrande o Aguilera.
    Non avere i 3 punti sopra ma giocatori normali ed impauriti, pressati da ulteriori aspettative di cuore toro si fa la figura che facevamo in serie b anni fa, post contestazione ove quando la palla arrivava nella nostra meta campo i nostri si cagavano addosso.
    Lassa perdere il cuore toro, piu societa, piu qualita e piu spensieratezza.

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  9. [email protected] - 9 mesi fa

    LO RIPETO SE MAZZARRI APPLICA LE SUE IDEE CALCISTICHE ANDREMO MEGLIO DI ADESSO….
    SE MAZZARRI FA IL GIOCO DEL SERBO CHE HA FALLITO MI SEMBRA CHIARO CHE FALLIRA’ PURE LUI…

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    1. blackmapan_20 - 9 mesi fa

      Al riparo dietro i tendoni del Filadelfia stanno studiando gli schemi del futuro 5-5-0.

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      1. BACIGALUPO1967 - 9 mesi fa

        Il modulo che dici tu è stato quello applicato da Mourinho contro il Barcellona e che lo ha portato a vincere la coppa campioni. Ricordo Eto’ terzino e tutta la squadra dietro la linea della palla

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  10. user-13746076 - 9 mesi fa

    Applausi.

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