Toro, il gap con la Juve non fa più paura

Toro, il gap con la Juve non fa più paura

Il Granata della Porta Accanto / Affrontare il derby non più solo come un uomo armato di pietre al cospetto di un gigante…

10 commenti

Esistono pochi derby al mondo in cui c’è uno squilibrio di forze economiche così grande come nel derby della Mole. È storia vecchia, si sa. A partire da metà degli Anni Novanta, poi, il gap tra il Torino e la Juventus è diventato mostruoso per i motivi che tutti noi conosciamo ed anche la più fiera e profonda granatissima “retorica da derby” ha rischiato di rimanere priva di ogni suo significato a causa di questo solco.

La notizia è che per la prima volta da decenni si giocherà un derby torinese in cui il divario sportivo tra le due squadre non è abissale e, soprattutto, che il merito di ciò non va ad un ridimensionamento della Juve, ma ad una crescita del Toro. I granata affrontano i bianconeri forti del miglior avvio di campionato da quando esistono i tre punti e sebbene la squadra di Allegri viaggi a punteggio pieno il divario in classifica è veramente modesto. Certo siamo solo alla sesta giornata e le ultime due partite hanno rispolverato in Mihajlovic gli incubi difensivi a causa dei quali l’anno scorso la squadra non ha potuto lottare per l’Europa, però la condizione psicologica dei suoi uomini è davvero quella ideale per affrontare una sfida così delicata come il derby: classifica importante, consapevolezza di un grande potenziale offensivo, tasso di personalità cresciuto in difesa e a centrocampo, mentalità vincente pesantemente incrementata. Molti buoni motivi per affrontare la trasferta di Venaria con l’animo della truppa alto e la speranza concreta di poter fare punti.

Di sicuro non sarà una passeggiata quella allo Stadium se si pensa che nelle ultime 40 gare casalinghe la Juve non ha mai perso. Ci vorrà una partita perfetta, una prestazione sotto tono degli avversari, un po’ di fortuna e, permettetemi, una gestione della Var la più equa possibile. Purtroppo dalle parole di Chiellini si evince come il derby sia ormai considerato dalla Juventus una partita di scarso appeal e questo è sicuramente uno dei punti che in questi anni ha più ferito l’animo dei tifosi granata. Anche i nostri giocatori, spesso privi del senso di appartenenza, hanno spesso vissuto la partita come una montagna impossibile da scalare più che come un’impresa sulla quale apporre la propria firma. C’è forse, come non mai, la consapevolezza dapprima nei giocatori stessi, che questo derby sia una partita difficilissima, ma non impossibile e questo dovrebbe essere l’approccio, forse meno intriso di quella retorica granata a cui facevo riferimento nel mio incipit, con il quale avvicinarsi all’evento anche per noi tifosi. Toglierci di dosso la sacralità del derby può essere un gesto “poco ortodosso” per la tradizione granata, ma forse più simbolico di un modo nuovo, e per nulla meno intenso, di prepararsi alla partita per antonomasia: un cuore granata che batte sotto una corazza armata di tutto punto invece che sotto il petto nudo di un uomo armato solo di pietre al cospetto di un gigante.

Infine, un’ultima annotazione. A prescindere da come andrà il derby, la partita col Verona ci dirà se questa squadra ha le stimmate della “grande”. Troppo spesso in passato la partita dopo il derby è stata sbagliata, o per troppa rilassatezza se si arrivava da un risultato positivo, o per troppo scoramento se ne era maturato uno negativo. Sarebbe bello, quindi, constatare che anche sotto questo aspetto c’è stata crescita di mentalità e che gli influssi del derby non sono un problema insormontabile da gestire. Vorrebbe dire che se per la Juve il derby non è un appuntamento fondamentale della stagione, per noi è diventato uno scontro diretto con una delle squadre di quel vertice al quale ci stiamo avvicinando.


Da tempo opinionista di tvvarna, dò voce al tifoso della porta accanto che c’è in ognuno di noi. Laureato in Economia, scrivere è sempre stata la mia passione anche se non è mai diventato il mio lavoro. Tifoso del Toro fino al midollo, ottimista ad oltranza, nella vita meglio un tackle di un colpo di tacco. Motto: non è finita finchè non è finita.

10 commenti

10 commenti

  1. gantonaz64 - 2 mesi fa

    Abbiamo perso 4-0. Qundi? Chi aveva ragione?
    Vi dico chi ha torto: il Mister in panchina che non ci capisce una Fava.
    Non serve a nulla,va mandato via ORA,prima che sia troppo tardi.
    Poi se Dio vuole ci potrebbero essere altri 2 Derby per rialzare la testa.

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  2. toro75 - 2 mesi fa

    Per rispondere a BAVARO GRANATA, io non faccio l’allenatore ma il tifoso. Non mi lancio a discutere di schemi (anche se ho le mie opinioni come tutti). Per me la sfrontatezza è prima di tutto un atteggiamento, non una tattica. Avere la voglia di dare il 110% sempre senza timori riverenziali. Noi siamo il Toro!

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  3. Alberto Fava - 2 mesi fa

    [email protected] di TN,
    Prendo spunto da questo articolo, dal commento del nick BAVARO GRANATA , e dalla mia risposta al suddetto commento per porvi una domanda.
    Un paio di miei commenti “forti” sono stati cancellati, erano in risposta ai ripetuti insulti che alcuni nick tipo questo in oggetto, poi potrei citarvi @Pimpa, ed altri che non sto ad elencare, regolarmente e ripetutamente fino alla nausea continuano a lanciare in ogni loro commento al Mister, al Presidente, Direttore Sportivo, o al malcapitato Giocatore del Toro che finisca nel loro mirino..
    Ora la critica ci sta, anzi ben venga quando costruttiva, simpatica o magari anche mugugnata, come no? Mica è vietato dissentire, ma secondo me dovrebbe essere fatto in modo civile e non dispregiativo/irrisorio come spesso ( troppo spesso) capita di leggere da alcuni frequentatori abituali del forum.
    I nick di passaggio lasciano il tempo che trovano.
    Ecco, la domanda è questa : perché lasciate passare tutti questi insulti ai rappresentanti ufficiali del nostro Toro, che così facendo insultano anche il Tifoso, che come me ama la propria squadra , mentre invece cassate le risposte che a volte vengono date a costoro, usando ” quasi” il loro stesso tono e linguaggio?
    Questa è la domanda che mi sono posto e che vi sottometto..
    Se avrete la bontà di chiarirmi le idee vi ringrazio in anticipo per quanto farete, altrimenti grazie lo stesso e non ci perderò certo il sonno :-)
    In ogni caso grazie per l’attenzione, e buon Derby a tutti, sperando che i nostri Ragazzi ci regalino una grande soddisfazione a tinte Granata!
    Un saluto
    FVCG

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    1. ribaldo - 2 mesi fa

      Forse interessa solo il numero di accessi!

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      1. Alberto Fava - 2 mesi fa

        Si può essere che hai ragione

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  4. BAVARO GRANATA - 2 mesi fa

    QUELLO CHE FA PAURA E UNA TATTICA COMPLETAMENTE FOLLE E SUICIDA ALTRO CHE SFRONTATEZZA. CON NIAng siamo in 10 e lo sappiamo e vediamo tutti tranne che il pazzo che sta in panchina . GIOCARE CON UN CENTROCAMPO A 3 NON MI PARE VOGLIA DIRE ESSERE PAUROSI -UN BEL 4-3-3- IN CASA DELLA GIUVE MI SEMBRA GIà UN AZZARDO PENSA TU UN 4-2-3-1 CON NIANG -FALQUE LLYAIC BELOTTI E BASELLI CHE è BRAVO MA LEGGERINO .

    TUTTO Può SUCCEDERE PER CARITà MA SE CE UNA LOGICA FINISCE 4-1- PER LA GIUVE

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    1. Alberto Fava - 2 mesi fa

      [email protected] GRANATA
      Un commento al tuo di commento:
      Primo : vai a dirglielo in faccia che è un folle, altrimenti sei un coniglio.
      Secondo : la tua logica non mi piace.
      Terzo : non gridare, non serve a nulla anzi indispone gli altri che leggono.
      La quarta e una domanda : sei davvero Granata?
      FVCG,e sempre juve merda, altro che 4 a 1….

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    2. stto1962 - 2 mesi fa

      Credo che se giocheremo col 4 2 3 1 Iago e Njang alternati a ljaic li vedremo partire da più indietro e spesso tornare ad aiutare i nostri terzino.

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  5. toro75 - 2 mesi fa

    Concordo al 100% con il caro amico Granata della Porta Accanto. Consapevolezza, entusiasmo e un pizzico di sfrontatezza possono dare quella spinta in più per sfatare il tabù Stadium una volta per tutte!
    Sempre Forza Toro!

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  6. claudio sala 68 - 2 mesi fa

    Il gap esiste è inutile negarlo….però per crescere prima o poi bisogna passare il muro nel miglior modo possibile. Solo se saremo perfetti come squadra.

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