Quei Primavera che non sbocciano con la maglia del Toro

Quei Primavera che non sbocciano con la maglia del Toro

Il Granata della Porta Accanto / Barreca ormai al Monaco, Bonifazi “oscurato” dall’arrivo di Izzo: non resta che confidare in Edera

di Alessandro Costantino

 In un calciomercato sconvolto dall’affare Cristiano Ronaldo/Juve, il Torino piazza il suo primo colpo prendendo Izzo dal Genoa per la non proprio modica cifra di 10 milioni di euro. Non sta a me dire se il difensore napoletano vale quella cifra e merita il ragguardevole stipendio di 1,2 milioni di euro a stagione che lo colloca nel lotto dei giocatori più pagati della squadra granata. Ciò che invece mi preme fare è inquadrare come si muove il Torino all’ombra del colpo che, se verrà ufficializzato, sancirà la fine di ogni possibile competizione all’interno del nostro campionato di serie A. Ronaldo alla Juve è come far correre il Tour de France a Froome in motorino. Ma è proprio quando la sostenibilità di una equa sfida viene meno che occorrerebbe sapersi distinguere con un atteggiamento alternativo che sappia uscire dagli schemi mainstream dove non c’è possibilità di competere. Cosa fa quindi in questo senso il Torino?

Di sicuro cercare profilli ancora non noti ma dalle ottime potenzialità come furono Lyanco e Milinkovic Savic l’anno scorso e come potrebbero esserlo Verissimo o Bremer quest’anno è una buona strategia sebbene non originalissima: una strada battuta da molti che non rende “unico” chi la percorre perché non definisce un vero e proprio “marchio di fabbrica” (l’Udinese ci si stava avvicinando a metterci una sorta di copyright). Un secondo filone sul quale insistere potrebbe, invece, essere quello di puntare molto sui giovani che escono dal proprio vivaio, come ad esempio in questi anni sta facendo con profitto l’Atalanta, ma come, in realtà, storicamente ha sempre fatto anche il Toro per larga parte della sua lunga storia.

Qui, sugli ex Primavera intendo, sembra che la strategia societaria sia però meno determinata ed incisiva. La Primavera lavora bene da almeno un lustro, ma quasi nessuno dei suoi prospetti si è ancora affermato definitivamente non solo nel Toro, ma neppure nel calcio professionistico di alto livello. Si potrebbe liquidare la cosa concludendo che allora i giocatori usciti dal vivaio del Toro non sono, o non sono stati, all’altezza di affermarsi in serie A perché probabilmente non avevano, o non hanno, sufficiente qualità e personalità per farlo. In parte è così sicuramente. In parte però dipende anche da quanto la società crede in questi ragazzi e quanto spazio è disposta a concedergli per maturare adeguatamente. Il calcio è pieno di giocatori giovani sbolognati che poi si affermano altrove: Darmian, Benassi o Verdi sono casi emblematici che, in un senso o nell’altro, hanno avuto a che fare col Toro. L’attualità però ci porta a riflettere sui vari Barreca, Bonifazi ed Edera (tralasciando i vari Giraudo, Segre, Cucchietti, ecc.), perché i primi due sono in odore di cessione, mentre l’ultimo sembra l’unico con chance di restare. Il terzino sinistro di San Francesco al Campo sembrava essere esploso due stagioni fa con Miha, salvo, complice anche una fastidiosa pubalgia, rientrare nell’anonimato nella stagione passata.

Il Monaco potrebbe investire una decina di milioni per accaparrarselo, ma la domanda è: vale davvero la pena venderlo? Qui il discorso si può dividere in due sotto filoni: da un lato l’aspetto romantico per cui a parità di valore preferisco tenermi un giovane cresciuto in casa, dall’altro l’aspetto economico puro, cioè il fatto che i giovani del vivaio sono valenze totali non avendo costo di acquisto. Izzo è più forte di Bonifazi? In questo momento probabilmente si, nell’arco di due o tre stagioni il rapporto potrebbe, però, capovolgersi. E allora è meglio spendere dieci milioni per Izzo e mandare via (non importa se anche solo in prestito) Bonifazi, oppure varrebbe la pena di puntare sull’elemento ex Primavera e dargli due anni di tempo per diventare come, se non più forte, di Izzo? La società (e credo l’allenatore) ha già fatto la sua scelta, io, personalmente, avrei fatto l’opposto, magari spendendo quei soldi, e anche qualcosa in più, per un centrocampista forte che manca come il pane. Arrivare ottavi o dodicesimi cambia poco, tanto vale far giocare i nostri ragazzi se hanno dimostrato potenzialmente di valere la media serie A. Ansaldi è più forte di Barreca, ma il futuro è dalla parte del terzino sinistro cresciuto in casa. Anche in questo caso la società ha già fatto la sua scelta (e a onor del vero anche il giocatore ha optato per la cessione) per cui un altro prodotto del vivaio non si affermerà con la maglia granata addosso.

 Vedremo almeno se con Edera si proverà a studiare un percorso di crescita più consono alle aspettative dei tifosi. In un calcio dove se hai Ronaldo vinci altrimenti stai a guardare, creare una squadra a misura di ciò che i tifosi vogliono sarebbe comunque una gran vittoria. Più grande di qualsiasi scudetto del bilancio…


Da tempo opinionista di tvvarna, do voce al tifoso della porta accanto che c’è in ognuno di noi. Laureato in Economia, scrivere è sempre stata la mia passione anche se non è mai diventato il mio lavoro. Tifoso del Toro fino al midollo, ottimista ad oltranza, nella vita meglio un tackle di un colpo di tacco. Motto: non è finita finchè non è finita.

11 Commenta qui
  1. al_aksa_831 - 2 mesi fa

    Concordo con chi dice che due o tre posizioni in meno valgono la realtà di una formazione giovane e autoctona, senza dover prendere i “talentuosi” Niang, Maksimovic, ma anche Lijaic all’estero.
    Però concordo pure con l’articolo: la società (braccino) ha fatto la propria scelta, ovvero la valenza.
    Non mi si venga a raccontare che serviva Meite, diciamo che con lo scambio il diversamente alto di Masio ci ha fatto la cresta e potrà dare via un altro centrocampista.
    Perlomeno ora il Toro non fallirà, sarà sempre in pareggio, complimenti.

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  2. Torello_621 - 3 mesi fa

    Scusate, credo che sui giovani della Primavera dovrebbe valere il principio di realtà. Mi dite un giovane della Primavera che si è affermato come professionista negli ultimi 10 anni? Mi ricordo solo Ogbonna. Sono anni che in questa stagione la menano con Parigini e Aramu che non sono mai stati titolari neanche in serie B in squadre che lottavano per la retrocessione. Edera è stato una intuizione di Mihajlovic, il ragazzo era ad allenarsi a Torino da solo dopo un campionato in panchina in serie c, ha avuto la sua opportunità, per il primo anno va bene, ma adesso deve dimostrare ancora molto per non fare la fine di gente come Vailatti. Su Barreca semplicemente mi pare che egli stesso abbia chiesto di essere ceduto e quindi giusto che si cerchi di ottenere il massimo.
    Infine tutti i vari giovani in serie c sono evidentemente non all’altezza. Oggi se sei forte passi dalla primavera alla prima squadra senza giri in serie minori come i vari Cutrone e Locatelli del Milan e quelli dell’Atalanta.
    Infine, sugli obiettivi, ottavo o dodicesimo sarà la stessa cosa a fine campionato, ma oggi la società sta lavorando per puntare all’Europa League e per questo obiettivo servono calciatori pronti e subito.

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  3. pambroi_89 - 3 mesi fa

    quanto vorrei vedere una squadra di giovani che combatte in ogni partita. quello che più mi ha deluso negli ultimi tempi è stato il veder giocare (vincere o perdere non ha importanza) senza la nostra vecchia grinta. del resto, con poche eccezioni, cosa aspettarsi da giocatori bolliti che tirano a campare? Sono d’accordo ottavo i dodicesimo cosa cambia? questo è il nostro attuale valore, basta dirlo. però almeno giocare con grinta e foga …..

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  4. user-13657710 - 3 mesi fa

    Madama granata- condivido tutto, ottimo articolo. I nostri giovani, quelli buoni, vanno aspettati, protetti, difesi, compresi… Tenuti e coccolati fino a quando sbocceranno.
    Purtroppo sbocceranno altrove!
    Ma il nuovo allenatore non sa, non capisce nulla delle nostre tradizioni, delle nostre passioni: penso anzi che proprio non gli interessi capire…
    Meglio accogliere nel Torino giocatori con cui lui ha già avuto a che fare in altre squadre, di sua fiducia…
    Smantellare ciò che fino ad oggi ci ha fatto appassionare lo lascia indifferente!
    Saremo così una squadra senza personalità, senza identità, senza un cuore e senza un’anima e, anche se o quando vinceremo, saranno vittorie aride! Senza i nostri pupilli della primavera, senza i nostri ragazzi, , chi potrà farci fremere ancora, chi ci farà battere il cuore?
    Una cosa, però, mi preme dire: se affidi la squadra ad un allenatore, gli dai carta bianca, e ti fidi di lui!
    X me bisogna discernere le varie situazioni, e, in questo caso, X me Cairo non ha responsabilità! Pigliamocela con lui solo quando fa cose che non condividiamo, non sempre, comunque e a priori: le critiche sterili finiscono per offuscare anche quelle giuste!
    Detto ciò spero di svegliarmi domattina e leggere che Barreca ha “fatto pace” con Marzzarri, che Bonifazi se la giocherà ad armi pari con Izzo, o chi per esso, e che Edera sarà fin da subito l’idolo della Maratona! Buonanotte a tutti!

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  5. FanfaronDeMandrogne - 3 mesi fa

    E dire che pensavo bracciamozze molto più furbo: possiede dei Giovani del Vivaio di casa pronti per essere valorizzati, il che comporterebbe certamente, in primis, dei minori esborsi di denaro per acquistare degli “sconosciuti o meno” che non danno alcuna garanzia. Dunque, in secundis, gli basterebbe prendere un allenatore “giovane” e “cazzuto”, propenso a seguirli e a farli maturare, ottenendo in tal modo il consenso della maggior parte dei tifosi proprio per il fatto che, così facendo, dimostrerebbe il suo attaccamento ai giovani e alla volonta di dar loro fiducia e farli crescere.

    E, dulcis in fundo”, se questi Ragazzi dovessero dimostrare di essere anche solo dei buoni giocatori, avrebbe poi la possibilità di rivendirli incassando fior di valenze a costo pressochè nullo…!!!

    Proprio non ci arriva…!!!

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  6. fabrizio - 3 mesi fa

    Essendo una società di improvvisatori o parzialmente competenti, è ovvio che si mandino via giovani x prendere scarti ad alto prezzo. O si compra taxidis e li si rivende due settimane dopo. O si comprano difensori quando servono centrocampisti o attaccanti di scarto come rimpiazzo dei titolari. Il mercato di Borlotti della longobarda aveva più senso

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  7. andre_football - 3 mesi fa

    Non c’é la volontà di puntare sui giovani:
    – finchè non si affermano non apportano nulla alla tua immagine
    – se diventano forti, devi pagarli per tenerli e se li vendi hai la tifoseria contro
    – se costruisci una squadra forte, da EL, poi hai il problema di dover investire piú soldi
    Meglio prendere qualche scarto di altre società o qualche sudamericano:
    – perché l’acquisto puó offrirti risvolti “appetibili”
    – se è un nome minimamente spendibile ti fa un pó di pubblicità
    – non hai il problema di vincere e quindi puoi tirare a campare; poca spesa tanta resa

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    1. prawn - 3 mesi fa

      Presi: Ajeti, Carlao, Rossettini;
      Lasciati in panchina: Bonifazi, Barreca, Buongiorno (ok quest’ultimo e’ pronto e si e’ fatto male alla prima occasione…)

      se a vent’anni non si fanno giocare titolari in serie A meglio darsi all’ippica Cairo

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    2. fabrizio - 3 mesi fa

      Ragionamento perfetto x la Cairese

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  8. prawn - 3 mesi fa

    Per quanto a me Barreca al Monaco non dispiaccia per niente son d’accordo con l’articolo, negli anni abbiamo preso scarponi assurdi e lanciato troppi pochi giovani.
    Considerato che i risultati sono stati mediocri, tanto valeva giocare con Edera Barreca Bonifazi titolari

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    1. Hic Sunt Leones 61 (A.C.TORINO)® - 3 mesi fa

      test di prova

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