I primi degli ultimi

I primi degli ultimi

Il Granata della Porta Accanto / In una serie A spaccata tra un gruppo d’élite e tutte le altre, il Toro guida i “peones”. Ma per salire di livello non basta il mercato invernale…

22 commenti

Penso non ci siano più dubbi, ormai, sulla struttura ed i rapporti di forza del campionato italiano. C’è la Juve, a ruota, economicamente parlando, le cinesi, pardon, le milanesi, la Roma di Unicredit e degli americani, il Napoli di De Laurentis, la Lazio del consigliere federale Lotito e la Fiorentina dei Della Valle, almeno fino a quando i due fratelli non si stuferanno di investire senza vincere nulla. Stop. Questo e’ il campionato di Serie A. Poi c’è un altro girone, la serie A2, dove galleggiano in rapporti più o meno equilibrati, perché più o meno altalenanti, tutte le altre. Anche il Toro? Sì, anche il Toro.

Quando ci sbattono in faccia la realtà è sempre brutto, ma mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi e pensare che non sia questo il quadro generale o che nel breve periodo qualcosa possa cambiare è quantomeno da ingenui. Con questo non si vuol dire che il calcio non sia più da seguire perché scontato nei risultati, al contrario, resta sempre uno sport affascinante dove le sorprese, vedi l’Atalanta di quest’anno, sono sempre dietro l’angolo. Si deve solamente prendere atto che la competizione è squilibrata, in gran parte per l’iniqua distribuzione delle risorse collettive, cioè dei diritti tv, (nessuno mette in dubbio che alla base possano esserci diverse possibilità economiche delle singole proprietà, ma almeno sulle risorse destinate a tutti un minor squilibrio aiuterebbe la competitività) e in secondo luogo perché quei meccanismi “sportivi” che aiutavano le squadre più deboli cioè l’agonismo, l’attaccamento alla maglia o lo sfruttamento del vivaio, sono stati scientificamente disinnescati per favorire, tanto per cambiare, le grandi.

ROME, ITALY – DECEMBER 19: Torino FC President Urbano Cairo attends the Italian Olympic Commitee ‘Collari d’Oro’ Awards at Foro Italico on December 19, 2016 in Rome, Italy. (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Resta quindi la considerazione positiva che in realtà in questi sei anni il Toro ha scalato lentamente le gerarchie posizionandosi come prima degli ultimi, se vogliamo definirla così, superando tutto quel gruppone di squadre come le genovesi, l’Udinese, il Chievo, l’Atalanta (questa stagione non fa testo), il Cagliari, il Bologna ed il Sassuolo. Magra consolazione? Sì, perché resta la frustrazione per i tifosi data dall’amara consapevolezza che, in barba alla nostra storia, non competeremo più, se non in caso di annate ultra fortunate come quella attuale dei ragazzi di Gasperini, per certi obbiettivi e poi perché ci si rende conto che oltre questo livello c’è un muro altissimo da superare, un salto che va pianificato e fortemente voluto come fecero i Della Valle a Firenze quando partirono dalla Florentia Viola in C2 o lo stesso De Laurentis col Napoli sempre in C. Squinzi del Sassuolo avrebbe le potenzialità economiche ed il peso politico per farlo ed infatti lo ha anche dichiarato in passato, così come il nostro Urbano Cairo il quale se solo volesse sfruttare l’impero mediatico che ha creato avrebbe delle ottime armi per sedersi al “tavolo delle grandi”. La realtà dice che il nostro presidente non ha voglia o non può o non è convinto di puntare al top nel calcio come negli altri suoi affari.

ROME, ITALY – DECEMBER 19: (L-R) CONI President Giovanni Malago’, Torino FC President Urbano Cairo and Sports Minister Luca Lotti attend the Italian Olympic Commitee ‘Collari d’Oro’ Awards at Foro Italico on December 19, 2016 in Rome, Italy. (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Legittima scelta, per carità, sebbene strida con lo spessore imprenditoriale del personaggio. Ce ne faremo una ragione. Nel frattempo suggerisco di non farsi il sangue amaro accapigliandosi sulle mosse di mercato della società: a meno di prendere Messi o Ronaldo difficilmente chi arriverà cambierà di molto la qualità globale della squadra, sufficiente, se si ritroveranno brillantezza ed entusiasmo come all’inizio, per centrare l’ottavo o nono posto. Il problema, quindi, è molto più complesso ed è solo in parte il mercato invernale. E se non basta crucciarsi per quello estivo, incompleto, in realtà è più a monte che bisogna guardare. A questo calcio italiano e al posto che il Toro occupa attualmente: primo fra gli ultimi.

22 commenti

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  1. MASSIMO64 - 10 mesi fa

    ARTICOLO PERFETTO. CHISSA SE IL NOSTRO PRESIDENTE LEGGE I COMMENTI DEI TIFOSI E MAGARI LI PRENDE UN POCO IN CONSIDERAZIONE. SPERO CHE I SUOI NON SIANO SOLO CALCOLI MATEMATICI, MA ANCHE DI VERA PASSIONE SPORTIVA. ALTRIMENTI NON CAMBIERA MAI NULLA. SEMPRE FORZA TORO

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  2. prawda - 10 mesi fa

    Non sono totalmente d’accordo con quanto scritto. Non lo sono perche’ se si guarda solo le entrate da diritti televsivi il Torino ottavo per incassi non ha scalato proprio nulla, semmai fa fatica a mantenere il proprio posto, visto che e’ attualmente nono e lo scorso anno e’ finito dodicesimo e quello prima nono; non lo sono perche’ le attuali posizioni non sono inamovibili come viene suggerito in questo articolo e in realta’ possono anche cambiare, ovvio non e’ semplice, ma per poterlo fare occorrono investimenti ed un progetto di crescita vero, mentre per quello che si e’ visto in questi undici, tra non molto dodici anni, non c’e’ alcuna volonta’ di investire e soprattutto non sono chiaramente i risultati sportivi l’obiettivo della proprieta’. Quindi se il Torino viaggia a meta’ classifica, nonostante un campionato sempre piu’ mediocre e sempre piu’ spaccato, e’ solo ed unicamente la conseguenza delle scelte societarie. Se vi fossero stati investimenti propri, se l’utile di bilancio degli ultimi tre anni, ma si potrebbe gia’ dire quattro visto che anche il 2016 sara’ sicuramente positivo, fosse stato speso per potenziare la squadra e non messo in un cassetto, se la scorsa estate si fosse speso una cifra almeno vicina a quanto incassato, invece di esibire di gran lunga il migliore attivo di mercato di tutta la serie a, quasi sicuramente il Toro non si ritrovebbe a gennaio gia’ senza obiettivi e con 17 giornate da giocare ancora davanti.

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    1. miele - 10 mesi fa

      Non si possono che sottoscrivere integralmente le tue considerazioni, con l’amarezza che ne consegue.

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  3. leo1970 - 10 mesi fa

    Stavolta non sono d’accordo con l’ottimo Costantino. È vero: il sistema è quello che è stato descritto, in termini economici non c’è partita, ma… Il punto centrale è il ‘ma’. A mio avviso, nello sport professionistico i soldi non bastano per vincere. Sono risorsa necessaria ma non sufficiente. Per vincere – magari non tutti gli anni e in tutte le competizioni, ma almeno qualche volta – serve quella che potremmo definire forza professionale: obiettivi chiari, strategia, idee, creatività, uno staff che lavora duramente e con competenza per perseguire gli obiettivi… L’Atletico Madrid ha vinto la Liga avendo molte meno risorse finanziarie di Real e Barcellona. E non è l’unico esempio. Il problema del nostro torello è che manca a chi comanda l’ambizione e la voglia di vincere qualcosa, per cui non ci si prova nemmeno a fare il famoso ‘salto di qualità’, aprendo strade nuove (ad esempio, investendo massicciamente sul vivaio). Questa autocastrazione è quanto di più deprimente possa esserci per un granata. E la responsabilità di questo sta tutta sulle spalle del nostro pres.

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  4. osvaldo - 10 mesi fa

    Veramente ad essere precisi NON siamo mai stati i primi degli ultimi,poichè un solo anno siamo arrivati al 7° posto. Per onestà intellettuale è giusto dire che siamo uno tra i primi 5-6 della serie A2.
    Certammente tutto è stato congegnato per favorire le grandi,la Coppa Italia è una dimostrazione lampande e scandalosa. I presidenti di squadre che devono iniziare a scannarsi già da fine luglio per cercare di andare avanti nella competizione per arrivare poi a novembre ad immortalarsi nella tana di una grande,dovrebbero rifiutarsi di scendere in campo poichè è una vera vergogna,un ingrassare il “porco” che sta diventando ormai stomachevole!
    Altra cosa che dovrebbero spiegarci è il perchè del sorteggio arbitale guidato e non sorteggio integrale.(ricordo che con il sorteggio integrale anche il Verona e la Samp hanno vinto lo scudetto).
    Altra schifezza,sempre a vantaggio del potenti (nel mio paese si dice che l’acqua va SEMPRE al mare!), è la ripartizione dei diritti TV! Se si danno le risorse nel rapporto 5 a 2 – 5 a 1,i potenti saranno sempre più potenti e la “plebe” sempre più sottomessa. Questo non è sport, questo è una presa per il fondelli a noi poveri tifosi di queste squadre A2.
    Poi,relativamnet al Toro, se aggiungiamo che da 11 anni il nostro caro Pres. non ha MAI avuto un programma per far crescere squadra e società ma,al contempo sbembrare annualmente la squadra vendendo i migliori e ricomprando scommesse e CIOFEGHE che mai vedono il campo,reinvestendo solo il 15-20% di quello incassato dalle vendite! Ecco qui che saremo sempre tra i primi 5-6 delle squadre A2, ma,ATTENZIONE : Questa posizione potrà reggere fino a quando la prima squadra riuscirà a creare valenze e portare soldoni alla società ma, se per 2-3 anni non si dovessero produrre queste valenze,cosa SUCCEDERA’? Saremmo ancora tra i 5-6 migliori della serie A2?
    P.S. Volete scommettere che a chiusura di mercato,il nostro pres. si metterà in saccoccia dei soldi con la vendita di Martinez,senza reinvestire un Euro (pardon, investendo 400.000,00 Euro per il Carlao Magnificao!)
    Osvaldo

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  5. Akatoro - 10 mesi fa

    Il calcio non rende, non rende più come una volta almeno che non si abbia una società con visibilità planetaria. Questa è la realtà. Prendiamo esempio gli anni 80/90. Guardate un po’ chi vinceva le coppe UEFA. La metà se le sono portate a casa le nostre provinciali. Al Milan arrivava un presidente, che investì un po’ di grano e conquistò l’Europa.
    Oggi quanto dovrebbe investire un presidente per portare una media squadra italiana ai successi che ebbe il Milan allora? E quanto avrebbe di ritorno?
    Solo un pazzo lo farebbe, è solo uno sceicco ne avrebbe i fondi.
    Per fare un attimo esempio, il Manchester si è pagato il gobbo con le vendite Delle maglie dell’altro gobbo nordico. Chi può competere con tale potenza economica?
    Per riequilibrare il tutto bisognerebbe tornare in dietro di decenni

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    1. ddavide69 - 10 mesi fa

      È allora abdichiamo, cosa tifiamo e ci incazziamoci a fare? Se tanto è tutto scritto è inutile, è inutile anche scrivere qui
      … Visto che sembra non guadagnarci nessuno in questo calcio, allora perché ci sono tutte queste squadre? Perché continuano ad iscriversi ai campionati? Secondo me la verità è un altra: molti ci guadagnano nel calcio magari pochi milioni di euro ma ci guadagnano e questo alla faccia di noi tifosi. E allora perché non farli venire fuori allo scoperto? Perché non dar sfogo alla frustrazione, alla fine se non ci fossimo noi non ci sarebbero neppure i loro guadagni.

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      1. Akatoro - 10 mesi fa

        per la passione per questa squadra e per questo gioco. <io intendevo dire che per guadagnarci stando in altissimo devi avere una visibilità stile real, manchester barcellona, oppure ci puoi guadagnare facendo come zamparini. Gli altri stanno a galla, ovvio non ci perdono, guadagneranno qualcosina, ma pensiamo a moratti quanto gli è costato il triplete. Ad alti livelli mi sa che tolte poche squadre è più acile perderci che guadagnarci

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        1. ddavide69 - 10 mesi fa

          Qui non stiamo in altissimo come dici tu, stiamo al piano terra ormai da anni. E facciamo come i gamberi. E non è un problema di bilancio, questa è la vergognosa verità.

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        2. ddavide69 - 10 mesi fa

          In realtà tolta la juvemerda, non è che la fiorentina e la Lazio abbiano bilanci mostruosi eppure sono da anni sempre li, davanti a noi

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    2. Athletic - 10 mesi fa

      Ma nessuno pretende, almeno io non lo faccio, di avere una squadra che domina in europa. A me sta bene anche solo PROVARE ad entrare in europa, purchè vengano reinvestite le famose valenze. Cairo soldi suoi non ce ne mette, ok … ormai questo lo abbiamo capito, però sarà lecito attendersi che i soldi incassati dalle cessioni vengano reinvestiti ? Almeno quelli ?

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      1. ddavide69 - 10 mesi fa

        Infatti nessuno lo chiede. Il problema è proprio questo cairo è vergognoso. Dopo undici anni di presidenza siamo ancora qui. Un settimo posto come risultato migliore, mentre altre squadre come Lazio e fiorentina che sono paragonabili a noi quasi tutti gli anni vanno in europa. Ebbene io da cairo pretendo questo, mettere i soldi nella squadra è non in banca.

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  6. fabrizio - 10 mesi fa

    Va bene il divario economico tra grandi (che possono permettersi di sperperare i milioni di euro) e le piccole, ma anche una gestione oculata del mercato ha la sua importanza. Il calcio mercato con operazioni alla Tachsidis in ESTATE (non a gennaio, dove a detta di molti, non si trovano buoni giocatori) sono sintomo di poca chiarezza e poca strategia, come aspettare gli ultimi giorni di mercato per comprare un difensore, pur sapendo che Maksimonvic sarebbe partito o comunque non avrebbe giocato. Tutto sarebbe piu’ onesto se la societa’ dicessse chiaramente quali sono gli obiettivi nei prossimi anni.

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  7. Como Granata - 10 mesi fa

    È uno schifo!L’unica cosa bella che succederà quest’anno…sarà rivedere il mitico Filadelfia…immaginando solo… quando lo chiamavano la “Fossa dei leoni “…

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  8. Andrea Valentino - 10 mesi fa

    Basterebbe, che il vostro amato presidente vendesse la società come non ha fatto nel lontano 2010, invece di riempirsi la bocca di chiacchiere inutili, ma si continuiamo a credere alla befana ed a babbo natale e a farci prendere in giro da questi giornalisti servi del sistema compreso l’attuale Urbano. Finché alla presidenza del Toro ci sarà gente collusa con la famiglia….. Non andremo da nessuna parte. Buona serata

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    1. Athletic - 10 mesi fa

      Siamo sempre alle solite. Chi la comprerebbe la società ? Perchè dire “Cario vattene” è facile, ma poi ? Chi potrebbe essere interessato al Toro ? Quale sceicco o imprenditore asiatico o russo o chi altri ? Potresti ribattere che Cairo ha preso il Toro a zero, dovrebbe rivenderlo a zero. Ovvio che non lo farà mai, ma anche supponendo che lo si costringa in non so quale modo a farlo … chi ci comprerebbe a zero euro ? Lo sceicco o un farabutto albanese, con il solo scopo di mungere la mucca fin che ce n’è e poi mandarci al macello ?

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  9. gl65 - 10 mesi fa

    Come al solito Costantino è sempre puntuale nell’analisi del momento, sono pienamente d’accordo su tutta la linea, purtroppo il calcio non solo italiano e non solo il calcio ora funziona cosi’, il più ricco e più potente lo è sempre ogni giorno di più, nello specifico del calcio ormai è una tristezza, i risultati sono sempre più scontati, non c’è possibilità di sorprese, vincono da anni sempre le stesse, il massimo poi è il meccanismo della coppa Italia, dove la Juve si trova in semifinale avendo giocato appena 2 partite di cui 2 in casa….
    Mi chiedo cosa servono i primi turni ad agosto e settembre, con squadre che non avranno nessuna possibilità di andare avanti appena le grandi entrano con comodo nel torneo giocando sempre in casa…..
    Questo sarebbe sport ? SCANDALOSO !!!!!

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    1. gam66 - 10 mesi fa

      Nel paese dei raccomandati, dei millantatori, dei leccaculo, dei portaborse, dei corrotti e dei corruttori il calcio italiano non può che essere quello che è, il tutto contestualizzato in un calcio dove solo i soldi la fanno da padrone. Il calcio non è più sport, il calcio è diritti televisivi, magliette, pubblicità, opportunismo e presa per il culo di noi poveri nati dagli anni 70 in giù. Effettivamente, se penso questo, mi chiedo che senso ha incazzarmi quando il Toro gioca male e perde, gioca così così e perde, gioca bene e perde. Che senso ha prendersela con l’arbitro per un rigore non dato, per un’espulsione mancata, per un fallo da ultimo uomo non fischiato. Non è vero che la fortuna è cieca mentre la sfiga ci vede benissimo: c’è solo il potere dei soldi. Mi sento un incoerente deficiente a farmi piacere il calcio quando so che il calcio è questo.

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  10. robi - 10 mesi fa

    Articolo bellissimo che rappresenta perfettamente la realtà della ns squadra e del panorama del calcio italiano. È anche la risposta esatta al calo generalizzato di spettatori. Con tutto ciò Cairo potevz fare decisamente di più senzs intaccare le proprie aziende.

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  11. Jerry - 10 mesi fa

    Quindi si avvale la tesi che molti di noi hanno, che Cairo non voglia far fare il salto di qualità a questa squadra perché se no sarebbe costretto a rinvestire tutte le entrate delle valenze, più rimetterci qualcosa di suo… Io penso che il suo fantomatico progetto sia basato sul crescere, senza svenarsi. Sia basato sulla ricerca continua della valenza per autofinanziarsi è cercare di crescere lentamente( anche troppo!!!). Cairo non è un presidente che per amore della sua squadra apre il suo portafoglio e cerca di farci vincere qualcosa. La sua vittoria è non farti più subire l’onta del fallimento è della retrocessione. Io penso che il massimo con lui l’abbiamo ottenuto è che se realmente vogliamo vedere la nostra squadra vincere qualcosa, o attendiamo un’anno di magra di alcune big, ho aspettiamo un nuovo Messia. Con lui saremo sempre e solo i primi degli ultimi…….

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    1. Athletic - 10 mesi fa

      Se a giugno non riesce a trattenere Belotti, scusate se insisto su questo punto, e credo che non ci riuscirà, direi che il percorso di crescita, che negli ultimi c’è stato, gliene ho sempre dato atto, il percorso di crescita si ferma ed è lecito pensare che non ci sia la volontà di fare qualcosa di più. A meno che i 60 milioni di Belotti, più i 40 che arriveranno, non vengano interamente reinvestiti, con 100 milioni, più i giocatori già in rosa, si potrebbe davvero fare tanto. Ma è pura fantasia tutto ciò. Come è fantasia sperare nell’arrivo di qualcuno che sia meglio di Cairo. Che piaccia o meno, in Italia non c’è mai stato nessuno interessato al Toro, e con questa crisi ormai stabilizzata nel tempo, ancora meno. Dall’estero siamo un brand troppo poco conosciuto e quindi poco appetibile, per gli investitori .. ci vorrebbe la follia di uno sceicco, ma appunto, è pura fantasia.

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      1. ddavide69 - 10 mesi fa

        In ogni caso, cairo andrebbe contestato.

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