E come ogni anno guardiamo gli altri festeggiare…

E come ogni anno guardiamo gli altri festeggiare…

Il Granata della Porta Accanto / A fine stagione le altre squadre vengono a prendersi punti facili a Torino. Quando capiterà a noi?

di Alessandro Costantino

Passano gli anni ma, in primavera inoltrata, certe scene al Grande Torino si ripetono immancabilmente uguali e sistematiche, come le migrazioni delle rondini. Quando il campionato volge al termine, da bravi sparring partner, adempiamo al nostro ruolo di vittime sacrificali e vediamo le altre squadre venire a prendersi sul nostro campo tre punti tutto sommato facili e le altre tifoserie festeggiare. È successo con la Lazio, potrebbe succedere con la Spal (non importa qual è l’obiettivo, raggiungerlo fa godere comunque), successe gli anni passati col Napoli, addirittura col Genoa una decina di anni fa.

È una cosa a cui non ci si fa mai il callo, come quando nel silenzio dell’intero stadio esplode quell’urlo sordo nel settore ospiti nell’attimo in cui segnano gli avversari: è uno di quei “rumori” che si sono sentiti (ahimè) tante volte, ma ai quali non ci si abitua proprio e che si vorrebbe non voler mai udire. Eppure è così. È toccato ai laziali domenica sera celebrare una qualificazione alla Champions quasi certa. Ed è toccato a me pensare: “Ma quando capiterà a noi?”. Poteva essere a Firenze quattro anni fa, ma Cerci pensò bene di privarsi e di privarci di questa magnifica sensazione. Ma va bene così, è una ruota che gira, sebbene sembri più una ruota di roulette sulla quale non esce mai il nostro numero…

La fortuna c’entra eccome, ma spesso non basta solo quella. Occorre attirare la buona sorte allestendo squadre seriamente competitive, creando solidi presupposti per una strada di successi. Mi chiedo se il nervoso nel vedere lo spicchio biancoceleste del Grande Torino godere sia lo stesso provato dal presidente Cairo nell’osservare la soddisfazione sui volti di Tare e Lotito. Perché con fatturati e budget simili, Toro e Lazio hanno dimostrato in questo campionato (e nel recente passato in generale) di essere su due piani differenti. Se con Juve, Napoli, Roma, Inter e Milan non c’è competizione a livello economico, con Lazio, Fiorentina, Atalanta e Sampdoria il divario è minimo, spesso a nostro vantaggio, eppure ci sono avanti in classifica: casualità? Fortuna? Sarebbe da sciocchi anche solo pensarlo. Lo scudetto delle squadre normali ormai in Italia è il sesto posto, cioè la seconda posizione che garantisce l’Europa League. A quella si può ambire con le proprie forze. Di più è quasi impensabile a meno di stagioni straordinarie tipo quella dell’Atalanta l’anno scorso (e con la ripartizione dei posti Champions in vigore da quest’anno sarebbe stata nella coppa maggiore). Il quinto posto è l’inferno delle cosiddette big, il sesto il paradiso di tutte le altre.

Allora fatte queste considerazioni viene da chiedersi: il decimo posto di adesso equivale al quinto degli Anni Ottanta? Se la risposta è si, siamo in linea con i risultati medi di quegli anni dove però, attenzione, ci furono anche dei picchi da secondo posto. Se la risposta è no, allora qualcosa va fatto, a maggior ragione, per innalzare il livello dei risultati sportivi di questo Toro. Vivacchiare resta sempre la peggiore delle ipotesi. Il campionato da decimo/quattordicesimo posto sarebbe anche ammesso se in parallelo la società dimostrasse di costruire qualcosa di serio e duraturo spostando le risorse economiche dalla prima squadra ad altre aree (infrastrutture, settore giovanile, rete di scouting, ecc.). Il problema attuale, purtroppo, è che così non è. Vediamo gli altri festeggiare, ma non gettiamo realmente le basi per festeggiare noi, un giorno. Sad but true, triste ma vero, cantavano i Metallica. Il sogno di diventare come l’Atletico Madrid che nonostante l’ingombrante presenza cittadina del Real riesce a raggiungere finali europee e titoli nazionali sembra più una chimera: piuttosto siamo destinati a diventare più simili all’Espanyol, ormai schiacciato dalla potenza del Barcellona. Che poi lo so anch’io che tutti questi paragoni lasciano il tempo che trovano: a noi basterebbe tornare ad assomigliare al Toro ed avremmo risolto gran parte dei problemi.


Da tempo opinionista di tvvarna, dò voce al tifoso della porta accanto che c’è in ognuno di noi. Laureato in Economia, scrivere è sempre stata la mia passione anche se non è mai diventato il mio lavoro. Tifoso del Toro fino al midollo, ottimista ad oltranza, nella vita meglio un tackle di un colpo di tacco. Motto: non è finita finchè non è finita.

17 Commenta qui
  1. BeuoGranata03 - 3 mesi fa

    Steacs, concordo quasi su tutto ma intendevo che visto che non ha speso i soldi di Zappacosta in estate deve spenderli ora.
    Come obbiettivi di mercato ho considerato solo quelli titolari (e ho anche dimenticato un’ala destra), poi qualche rincalzo di maggior qualità sarebbe necessario

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    1. steacs - 3 mesi fa

      Zappa+Benassi = 40 ca
      Niang+Rincon = 23 ca

      Non ha speso i 17 con cui commprava un buon centrocampista a Gennaio (ovviamente non parlo di Donsah) e FORSE, adesso staremo ancora un minimo in corsa su qualche obiettivo, per questo inutile illudersi, la prossima campagna acquisti sará fallimentare come sempre, perché si sa quando arrivano offerte irrinunciabili… del resto noi puntiamo ai bilanci per questo ci fa piú gola vendere a buon prezzo che comprare buoni giocatori su cui costruire qualcosa!

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  2. BeuoGranata03 - 3 mesi fa

    Io però credo che bisogni aspettare a dare troppi giudizi sulla società, infatti il presidente (che non stimo per niente) ha chiuso un bilancio nullo se escludiamo la cessione di Zappacosta (arrivata tardi per e essere investita).
    Certo è che se non vogliamo fare la fine del Sassuolo bisogna investire e io sarei d’accordo con una cessione del Gallo se questo portasse a spendere sul mercato per una rosa che possa competere per il 6°-7° posto.
    È palese il fatto che abbiamo bisogno di un ottimo centrocampista (da 15-20 mln) e un difensore titolare (Glik) dato che Burdisso e Moretti sono anzianotti e Lyanco non ha tenuta fisica (si vedrà domani ma credo che Bonifazi possa fare il titolare), in caso di cessione di Belotti ci servirebbe un attaccante (Cutrone è un sogno o si può fare?).
    Sono comunque fiducioso e spero che la società investa, si scoprirà tutto tra 3 mesi e mezzo alla fine del mercato…

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    1. steacs - 3 mesi fa

      A parte i tanti errori del tuo post che non voglio evidenziare (un solo centrocampista e un difensore???)… solo una cosa:

      Quando cedi un calciatore (Zappa) da una parte c’é chi COMPRA e dall’altra chi VENDE… se non c’era tempo per farla non si faceva, sempre se si crede alla marmotta che fa il cioccolato, certo è arrivato uno del Chelsea con un mega-assegno tipo quelli che vinci ai tornei di golf con scritto 30mil all’ultimo secondo… e fortuna che passava Ansaldi lá nel corridoio se no giocavamo senza ala tutto l’anno.

      Continua a rimanere fiducioso, che magari stavolta all’ultimo minuto vendiamo Belotti.

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  3. Daniele abbiamo perso l'anima - 3 mesi fa

    Di questo articolo apprezzo sopratutto il paragone con l’Atletico Madrid, in una città dove 19 su 20 tifano Real, eppure l’Atletico è li. Vince il campionato, fa due finali Champions, Coppa del Re e finale di EL.
    Se possono loro, potremmo anche noi. Tra l’altro anche loro una valenza l’anno la compiono regolarmente. Ma i soldi incassati li investono bene, non in scommesse o bolliti come noi. Ogni tanto si pesca il jolly ma il più delle volte le scommesse si rivelano flop.
    Se Cairo vuole ambire a qualcosa deve investire tutti i soldi incassati e deve ampliare la rete di osservatori circondandosi di persone competenti.
    Petrachi pur spesso con le mani legate lo trovo sopravvalutato. Guardate Tare nella Lazio, spende come noi ma pesca sempre ottimi profili. Stessa cosa è successo al Genoa anni fa e ai Viola quasi sempre.

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    1. steacs - 3 mesi fa

      L’Atletico Madird non é paragonabile a noi, in realtá ha fatto operazioni fuori legge (Doyen Sport) per finanziarsi e ha avuto l’appoggio di Wanda (che ha fatto anche lo stadio), ora mi pare che per problemi economici e legali Wanda stia uscendo, quindi bisognerá vedere se la proprietá (che é comunque superiore ad un Cairo) anche grazie alla visibilitá europera ottenuta negli ultimi 4 o 5 anni riesca a mantenersi a certi livelli.

      Di certo a differenza di molte altre societá, i soldi entrati (puliti o sporchi che fossero) hanno finanziato lo stadio, il vivaio e l’ingaggio di grandi giocatori oltre a tenere Simeone in panchina, ma loro hanno puntato a obiettivi sportivi a differenza di noi, a prescindere dall’avere o meno piú denaro da spendere.

      Io vivo in Spagna, qua non sento mai presidenti che fanno dicahiarazioni contenti dei loro bilanci!

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  4. Toro71 - 3 mesi fa

    Se Cairo ogni anno vince lo scudetto del fair-play finanziario c’è poco da fare. Lui pensa esclusivamente ai propri interessi, per carità come è giusto che sia, ma non pensa che noi tifosi del Toro aspettiamo da 42 anni lo scudetto e da 26 la Coppa Italia. I numeri sono impietosi però fanno capire quanto possiamo essere incazzati noi del Toro nel vedere quelli a strisce nella nostra città, vincere da 7 anni consecutivi il campionato. Non credo assolutamente che Aurelio De Laurentiis abbia più soldi di Cairo, quindi non riesco a capire come possa avere il Napoli quasi 40 punti più di noi….è inammissibile. Io spero che il prossimo anno i signori Cairo e Petrachi smantellino questa squadra da giocatori che non hanno le caratteristiche per giocare nel Toro e facciano acquisti mirati e di qualità per ambire a traguardi più ambiziosi. Uno dei tanti tifosi incazzati del Toro.

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  5. granata - 3 mesi fa

    Ottima riflessione. L’ ho fatta più volte su questo forum e a qualcuno non è piaciuta. Le cose stanno esattamente come scrive Costantino, la via per allestire “squadre seriamente competitive, creando solidi presupposti per una strada di successi” non è impossibile, anche sulla base del nostro conto economico. Non voglio guardarmi indietro (mi perderei in troppe, giuste, ma inutili recriminazioni) per concentrarmi sul domani. La società deve CAMBIARE ROTTA”, con o senza Cairo (ma chi c’ è pronto a sostituirlo? Purtroppo nessuno). Inutile ringhiare “Cairo vattene”, perchè in questa situazione si farebbe solo il male del Torino. Sono convinto che quando ci saranno valide alternative, il popolo granata saprà farsi sentire, come è già accaduto. Ora deve alzare la sua voce (la mitica sedia di Mondonico) per chiedere una nuova strategia e, se necessario (come io ritengo), un rinforzo/rinnovo dello staff dirigenziale. E’ nell’ interesse anche dello stesso Cairo (il quale al proprio interesse bada moltissimo). Spendere risorse non vuol dire solo un costo, ma è un investimento. E le risorse, anche in virtù della nuova spartizione dei diritti televisi che portrebbero la fetta di torta del Toro da 44,5 a 61,5 miliioni di euro. Ma, attenzione, le nuove regole dei diritti tv danno molta più impotanza ai risultati in campionato,tanto che saremo superati anche dall’ Atalanta (e passiamo dall’ ottava alla decima posizione). Lazio, Fiorentina e Sampdoria, Atalanta dimostrano che si può fare meglio, senza fare follie. Certo non si deve continuare a fare campagne acquisti dove per trovarne uno buono si prendono 8/10 brocchi e poi – come dice sempre Costantino – bisogna investire su “infrastrutture, settore giovanile, rete di scouting”.
    Fondamentale, però, è che Cairo smetta di fare il presidente Penelope che tesse di giorno e disfa la tela di notte. I migliori non possono essere ceduti tutti gli anni, anche perchè sostituirli non è sempre possibile (Niang e Berenguer insegnano).

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  6. user-13746076 - 3 mesi fa

    Condivido ogni riga dell’articolo… Non ne possiamo più di anestesie.

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  7. steacs - 3 mesi fa

    Il prossimo anno festeggeremo anche noi: una salvezza alle ultime giornate!

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    1. Asterix48 - 3 mesi fa

      Pessimismo a piene mani, e per gli anni successivi, tanto per restare sulla stessa lunghezza d’onda, potremmo pensare a entusiasmanti campionati in B, qualche bel derby piemontese e alcune ruspanti trasferte su qualche campo di patate della matricola neopromossa di turno.

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      1. steacs - 3 mesi fa

        Almeno avevamo degli obiettivi sportivi.

        Io tifo una squadra di calcio per vederla vincere, non per essere contento che in Primavera ci siamo salvati, gli obiettivi li rivediamo tra 2 anni e il bilancio riporta valenze.

        Se volevo godere di certe cose tifavo una banca o una societá di intermediazione finanziaria.

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  8. [email protected] - 3 mesi fa

    SEMPRE LA STESSA STORIA A NOI LA MERDA AGLI ALTRI LA GLORIA !!!

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    1. BACIGALUPO1967 - 3 mesi fa

      La chiami gloria ciò che è successo ai periferici contro l’inter? O contro il Benevento? O contro di noi? O contro il Milan? O la Lazio?
      Sinceramente di quella gloria ne faccio a meno!!!
      Riguardo poi all’altro elemento organico da te citato permettimi di citare De Andrè “dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fior”
      Sempre e solo Forza TORO come il piccolo LORENZO urla con il suo gran CUORE GRANATA.
      Prendiamo esempio da lui e smettiamola di piangerci addosso.
      Il futuro li costruiamo noi andando allo stadio

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      1. [email protected] - 3 mesi fa

        Da CUORE GRANATA affranto ti dico mi sono rotto le scatole di non poter nemmeno partecipare all’EL se non per disgrazie altrui
        Poi il TORO x me è la mia passione la mia seconda pelle e io guardo ciò che noi non siamo riusciti a fare e ciò mi intristisce
        Detto questo è chiaro che il mio è un’atto di sfogo e basta
        In ultimum dico che status attualis Cairo resta il presidente che ci può far fare il salto di qualità in quanto gli altri non si vedono proprio…..però Cairo ha investito (a volte bene e a volte meno bene ) però ha investito

        ADESSO STOP ALLE POLEMICHE E AI RANCORI !!!

        SPERO CHE IL PROSSIMO ANNO TOCCA A NOI A TOGLIERCI QUALCHE SODDISFAZIONE !!!

        SOLO E SEMPRE FORZA TORO !!!

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  9. torinodasognare - 3 mesi fa

    L’anestesia continua…

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  10. BACIGALUPO1967 - 3 mesi fa

    Guardiamo i periferici festeggiare esattamente come tutte le altre squadre italiane ed esattamente come i periferici guardano le squadre europee festeggiare…

    Meglio onesti che piagnoni, insensibili.
    Fvcg

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