Bollicine…

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Prima che sia troppo Tardy / Il nostro Enrico Tardy torna a parlare del Torino dopo la vittoria contro il Chievo

di Enrico Tardy

Come l’estate cantata dai Righeira, la stagione del Toro volge al termine ed a sorpresa

I nostri eroi sfoggiano una prova frizzante contro un incerottato Chievo.

Ha impressionato il dinamismo e la qualità di Lijaic, forse mai lo avevamo visto così volitivo anche nei recuperi difensivi; perché tutto ciò avviene solo al termine della stagione? Perché Lijaic è questo, giocatore di buona tecnica, ma che nelle partite “vere” tende a nascondersi e che non ama certo il sacrificio atletico.

È stata una scommessa alla Cerci però per ora meno vincente.

Alla fine dei giochi il campo dice la verità: valiamo questa posizione di classifica.

Sarà compito della società far tesoro per il futuro delle lacune tecnico-tattiche per cercare di migliorare la squadra nella prossima stagione.

A chi ritiene il nostro campionato deludente ricordo che un tifoso del Toro di circa sessanta anni ha visto vincere un solo scudetto, qualche Coppa Italia e navigare la nostra squadra tendenzialmente a centro classifica (Serie B a parte).

Uno di venticinque anni ha visto a momenti più Serie B che Serie A.

Vince uno soltanto (sensazionale osservazione), competere per vincere richiede una potenza economica che il Toro non ha e quasi mai ha avuto.

Questo non vuol dire che dobbiamo accontentarci, vuol dire dirigere le critiche verso la società nella giusta direzione: dieci anni di gestione e non avere una sede degna di tal nome, un campo di allenamento (arriverà solo grazie ai tifosi), un progetto di uno stadio di proprietà, cedere sempre tutti i migliori calciatori a cifre elevate e rimpiazzarli all’ultimo minuto con giocatori molto modesti, non va bene.

Operare in questa maniera significa guardare al futuro con scarsa propensione al miglioramento ed avendo quale massimo obiettivo quello di rimanere più o meno dove si è, anzi era, sempre stati.

scrivo come un paziente in analisi che, dissimula gioia per i bilanci da scudetto della sua squadra e cerca di prepararsi all’eventuale trauma di una vittoria di quelli là… Glik aiutami!


Avvocato penalista, appassionato di calcio (ha partecipato al corso semestrale di perfezionamento in diritto e giustizia sportiva presso Università di Milano), geneticamente granata, abbonato al Toro da circa trent’anni.

8 Commenta qui
  1. prawda - 1 anno fa

    Ognuno ha diritto ad esprimere le proprie opinioni ma non a mistificare la realta’. La storia del Torino non e’ certamente ricca di successi ma voler far passare l’idea che la mediocrita’ attuale di un decimo posto come media matematica degli ultimi cinque anni visto che oltre al nono posto non andremo, non sia un risultato deludente per il Torino, e’ scrivere una castroneria enorme. Lo sostengo perche’ al contrario di Tardy un Toro vincente ho avuto la fortuna di vederlo, ma soprattutto sono i numeri a dirlo: prendendo in considerazione gli ultimi 85 campionati il Torino e’ ottavo come punti complessivi, se si considerano solo i campionati che assegnavano 2 punti sale al quarto posto, se invece si considerano gli ultimi 23 campionati, quelli dei tre punti, scende al sedicesimo posto e se si prendono in considerazione gli ultimi dieci anni, la presidenza Cairo, scendiamo ulteriormente al diciassettesimo posto. Sono i numeri a dimostrarlo, il Torino oggi e’ sicuramente mediocre come risultati sportivi, ma la sua storia sportiva assolutamente no. Concordo invece quando Tardy scrive che se avremo un centro sportivo non sara’ certo per merito di Cairo, che manca un progetto, che non si possono vendere ogni anno i migliori, ma tutto questo e’ solo la conseguenza delle scelte gestionali fatte dalla proprieta’, che privilegia i risultati economici a quelli sportivi, che ha ampiamente dimostrato di avere solo interesse a minimizzare i costi ed a massimizzare i profitti.

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    1. LeoJunior - 1 anno fa

      ma a voi sembra sensato rapportare l’attualita’ con il passato? purtroppo, e ribadisco purtroppo!, la storia non fa classifica ne’ bilanci. E allora, pur con le legittime pretese di tifosi di una squadra unica, dobbiamo confrontarci con la realta’. Negli ultimi anni la scellerata divisione dei diritti tv (quasi unica fonte di ricavo) e l’entrata di capitali “esteri” hanno drammaticamente aperto un divario tra squadre di prima e seconda fascia. Ma possiamo veramente pensare di poter competere con squadre che si assegnano la gran parte dei diritti TV e poi sono anche supportate da capitali esteri che possono pensare di dire a Simeone: vieni da noi, assegno in bianco e carta bianca sul mercato? Ma ci rendiamo conto di quanto siamo distanti? Poi ogni anno ci puo’ essere l’eccezione tipo Sassuolo (poi sgonfiato) o Atalanta. Ma sono congiunzioni astrali. La vedo dura ragazzi. Dovremmo protestare non contro Cairo ma contro la Lega che non molla il malloppo dei diritti TV ….

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      1. prawda - 1 anno fa

        Il confronto con il passato e’ normale farlo, se non altro per comprendere che si e’ drammaticamente lontani da certe posizioni; le differenze economiche tra i club ci sono sempre state e sempre ci saranno, non e’ che nel passato il Toro sia appartenuto a petrolieri, anzi se si analizzano gli ultimi anni con la profonda crisi delle milanesi, credo si sia persa una occasione enorme per scalare posizioni. Certo per farlo bisognava aver voglia di fare investimenti e non valenze, investimenti che sotto la gestione Cairo purtroppo non si sono mai fatti. Oggi il Torino incassa di diritti televisivi circa 10M in meno della Viola e circa 14M in meno della Lazio, per fare due esempi, non mi sembrano differenze enorme, soprattutto se si considera che quella con la Fiorentina e’ determinata unicamente dai diversi risultati sportivi. Se poi confrontiamo le entrate da diritti televisivi delle squadre italiane, con le squadre di altri campionati si scopre che il Torino ha incassi simili al Borussia Dortmund in Bundesliga, oppure al Monaco in Francia, oppure al Siviglia in Spagna. La ripartizione dei diritti televisivi in Italia e’ sicuramente squilibrata ed andrebbe modificata, ma se si passasse per assurdo al modello inglese, per il Torino non cambierebbe quasi nulla perche’ percepirebbe grosso modo lo stesso importo, mentre ovviamente soprattutto le prime quattro avrebbero una riduzione notevole e le ultime un grande beneficio. La realta’ e’ che in Italia i diritti televisivi pesano sul fatturato per circa il 70%, mentre in Inghilterra dove ne incassano di piu’ hanno una incidenza decisamente minore; per esempio l’Arsenal ha una ripartizione delle tre principali entrate, botteghino, commerciale e diritti tv, quasi identica; significa che i diritti televisivi incidono per un 33% contro il 70% dei granata. Nessuno chiede a Cairo di comprare Messi o di vincere lo scudetto, ma un progetto serio e non solo a parole di crescita della societa’ volto a migliorare i risultati sportivi e non solo quelli economici, di non cedere ogni anno i migliori giocatori, di pianificare uno stadio di proprieta’ e potrei continuare. Purtroppo tutto questo non avviene e non per colpa della ripartizione iniqua dei diritti televisivi ma perche’ chi ha la proprieta’ della societa’ non ha alcun interesse se non ai risultati economici. Tra l’altro la contrattazione collettiva dei diritti tv e’ iniziata quando Cairo era da poco tempo presidente, non mi pare in questi anni abbia mai votato in Lega in maniera diversa rispetti ai paracarri.

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  2. Simone - 1 anno fa

    Eppure si parla di stagione da 8 (!!!!)

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    1. Puliciclone - 1 anno fa

      È la conferma.

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  3. Pimpa - 1 anno fa

    Questa non è una tendenza,è la nostra realtà,la nostra dimensione,l’essenza della nostra società: un presidente che cerca di prendere in giro tutti noi, una società strutturata in modo inadeguato agli obbiettivi che proclama, giocatori buoni per stagnare intorno al decimo posto.
    Farebbe bene a tutti rendersi conto una volta per tutte come sta la situazione e arrendersi.

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  4. fabrizio - 1 anno fa

    …Questo non vuol dire che dobbiamo accontentarci, vuol dire dirigere le critiche verso la società nella giusta direzione: dieci anni di gestione e non avere una sede degna di tal nome, un campo di allenamento (arriverà solo grazie ai tifosi), un progetto di uno stadio di proprietà, cedere sempre tutti i migliori calciatori a cifre elevate e rimpiazzarli all’ultimo minuto con giocatori molto modesti, non va bene…..

    Speriamo questa tendenza cambi l’anno prossimo

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  5. prawn - 1 anno fa

    Bravo Tardy, meglio Tardy che mai, forza toro

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