Voglia di Toro, voglia di stadio (3)

Voglia di Toro, voglia di stadio (3)

di Guido Regis *

Ma a questo punto è insensato “ preparare le ali”. Dobbiamo continuare a calarci nella realtà del momento.
Red Bull è per ora solo un sogno che potrebbe rivelarsi amaro persino qualora si realizzasse, in quanto nessuno ci garantisce che investirebbero”strutturalmente” sul Toro, come è giusto fare e come poteva e potrebbe benissimo…

di Guido Regis

di Guido Regis *

Ma a questo punto è insensato “ preparare le ali”. Dobbiamo continuare a calarci nella realtà del momento.
Red Bull è per ora solo un sogno che potrebbe rivelarsi amaro persino qualora si realizzasse, in quanto nessuno ci garantisce che investirebbero”strutturalmente” sul Toro, come è giusto fare e come poteva e potrebbe benissimo ancora fare lo stesso Cairo, se solo avesse la lungimiranza di comprenderlo.
E’ per questo che continua ad essere attuale, ambizioso ma per nulla folle il progetto Azionariato Reale, nonché la necessità che tanti tifosi se ne facciano carico e promotori.
Al momento è l’unica vera prospettiva costruttiva per il futuro e qui mi fermo.
Il presente è Cairo che non ho mai temuto di criticare, anche quando era Papa Urbano, e che non ho timore di difendere quando si esagera, visto che volenti e nolenti è l’unico ad essersi preso la briga di rilevare la società, con tutti i vantaggi e gli svantaggi connessi, anche per sua responsabilità.
Il presente è un Filadelfia che finalmente può essere ricostruito non in tempi biblici.
Il presente sono Petrachi, Lerda, Destro, Ferri, Comi, Benedetti, Asta, un capitano finalmente all’altezza, un squadra ancora in allestimento ma con un minimo di senso ed un altro campionato, ahinoi, di B, di sofferenza, di speranze, di timori, che sta per iniziare.
Ed è arrivata pure sta benedetta Tessera del Tifoso.
Probabilmente ho un intelligenza limitata, ma non ne ho compreso ancora il reale significato, sia in negativo sia in positivo. Non ho compreso quanto sia stata strumentalizzata, se fosse necessaria, se utile, se inutile. Ora annoto semplicemente i risultati che dimostrano un calo vertiginoso di abbonamenti, tra questi anche il mio. Non ho la presunzione di affermare che questa decisione, tra l’altro non imposta a nessuno dei numerosi membri del club che presiedo, sia quella giusta. Fa parte di quelle scelte che non posso e non voglio considerare indiscutibili, a differenza di altre per le quali mi batto e non ammetto distinguo, scatenando spesso isolati moti di disapprovazione che mi sfiorano in quanto privi di un benché minimo fondamento razionale.
Non farò l’abbonamento ben sapendo che mi costerà più denaro, più rotture nell’acquistare ogni volta il biglietto, più difficoltà nel organizzarmi per le trasferte, più sforzi per non stare in poltrona davanti al televisore e soprattutto conscio che non è la scelta giusta, ma semplicemente una scelta.
Ribadisco che il mio sciopero a SKY continua nel modo già spiegato più volte e seguito da tanti fratelli. Mediaset Premium e Dahlia non li ho mai acquistati ed avevo un abbonamento completo a Sky. Oggi rifarlo costerebbe meno di due anni fa quando, per protesta, l’ho ridotto al minimo, al fine di non coinvolgere nello sciopero anche una figlia incolpevole che guarda giustamente Disney Channel.
Ad un recente contatto telefonico per “ricondurmi sulla loro retta via” la risposta è stata la solita.
Niente Toro in serie A, niente Sky sport, Sky calcio, Sky cinema, e quindi niente soldini, pochi ma buoni, che vi avrei versato. Inteso?
Ma la serie B dove c’è il nostro Toro, quando non posso essere allo stadio, quella l’ho comprata e la ricomprerò, ci mancherebbe altro! Anche questo è un chiaro segnale per chi deve intendere. Sarebbe ora la smettessero i pochi pretestuosi che continuano a diffamarmi tra l’altro mentendo, infastiditi per la mia onestà e logica, evidentemente in conflitto con il loro modo d’essere.
Ma torniamo all’abbonamento e alla tessera del tifoso. Ho deciso di non farla per solidarietà con il CCTC, per quanto mi facciano spesso imbestialire, per coerenza con quanto promesso e soprattutto quanto promosso un anno fa in tempi “meno sospetti” nell’allora battezzata “rivoluzione intelligente”.
Non servirà a toglierla, anzi sono quasi certo che l’anno prossimo se non prima, la faranno quasi tutti quelli che vogliono andare allo stadio ed in trasferta, anche gli ultrà ed anch’io.
Sarà inevitabile ma almeno un segnale di dissenso si è dato, giusto o sbagliato che sia, se non altro per non aver condotto un’onesta campagna d’informazione che fugasse tutti i dubbi e sapesse fare chiarezza.
E’ vero, così facendo si fa il gioco delle televisioni, si fa il gioco di chi non ci vuole allo stadio…ma noi rimedieremo sicuramente, magari a caro prezzo come sempre solo a spese nostre, ma rimedieremo.
Inoltre questo segnale, nello specifico dato anche al nostro Presidente ed alla società, li metterà spero ancor più nello stato di necessità di fare bene. Se il Toro farà risultati lo stadio si riempirà comunque e le trasferte saranno feste più belle degli anni passati.
In caso contrario pochi incazzati ad urlare in uno stadio vuoto.
Se il Toro andrà in A, l’anno prossimo ci faremo “schedare” in decine di migliaia, e fioccheranno gli abbonamenti alle reti televisive, non ho dubbi.
Non voglio pensare al contrario.
Ed ora come sempre, nonostante tutto, con o senza Red Bull, con o senza Tessera del Tifoso, i segnali della gente granata sono chiari.
Tremila persone all’amichevole con l’Asti, quasi un migliaio in alcuni allenamenti ….ci rendiamo conto?
Ci manca il Toro, abbiamo voglia di Toro, voglia di Stadio.
Noi ci siamo anche questa volta, abbonati e non abbonati.
E mi guardo bene dal biasimare chi fa parte del primo gruppo, perché tutto questo è vera, unica, sana, voglia di Toro Granata Giallo Nero.
E così sia.

* presidente Toro Club C.T.O. "C. Sala"

(Foto: Dreosti)

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