Torino e Udinese: tanti milioni di disavanzo per ripartire

Torino e Udinese: tanti milioni di disavanzo per ripartire

Approfondimento / Per rimediare a un campionato deludente le due squadre sono intervenute in maniera pesante sul mercato.

di Roberto Bianco

Da una parte il Toro, al via lo scorso campionato sulle ali dell’entusiasmo, grazie alle parole importanti spese da Sinisa Mihajlovic e corroborate dalla società: si punta all’Europa. Salvo poi affrontare un lento e doloroso ridimensionamento, delusioni in serie, giocatori evaporati dopo i botti di calciomercato – Niang esempio lampante -, una via crucis culminata con l’esonero dell’allenatore serbo e l’arrivo in panchina di Walter Mazzarri. Destino comunque segnato e sogno Europa rimandato al futuro prossimo.

Peggio ha fatto l’Udinese. Affidata a Massimo Oddo, la squadra friulana, al netto di buone individualità, non è riuscita a trovare un’identità di gioco e una amalgama vincente. Per strada ha perso qualità e determinazione, infilando sconfitte in serie e proiettandosi verso i piani bassi della classifica. Risultato, girandola di cambi in panchina e salvezza al cardiopalma agguantata in extremis.

In estate le due squadre sono corse ai ripari con campagne acquisti onerose il giusto. Per rimediare a un campionato deludente e consegnare ai rispettivi allenatori una rosa rinforzata, le società di Urbano Cairo e Giampaolo Pozzo hanno dovuto mettere mano al portafogli. Una scelta obbligata che si è tradotta in un disavanzo di mercato intorno ai 50 milioni di euro per il Toro, e circa 30 per l’Udinese.

Sul bilancio del Torino pesano i 12 milioni girati alle casse del Milan per il riscatto obbligatorio di Niang, attaccante poi girato in prestito ai francesi del Rennes. Si sommano i 10 milioni investiti (sotto forma dello scambio con Barreca) per il centrocampista francese Meité, al momento acquisto che ha convinto tifosi e addetti ai lavori. Come ha convinto l’investimento fatto per prelevare Armando Izzo dal Genoa, 8 milioni. Seguono i 6 milioni di riscatto per El General Tomas Rincon, altrettanti per l’acquisto definitivo del brasiliano Bremer. Altri 3,5 milioni sono andati al Lione per il saldo di Nicolas Nkoulou. Seguono poi i prestiti onerosi: Simone Zaza (2 milioni), Roberto Soriano (1 milione) e Ola Aina (600.000 euro), arrivati rispettivamente da Valencia, Villarreal e Chelsea. Un esborso notevole, mitigato solo in parte dagli addii di Barreca (10 milioni) e dei vari Obi, Gomis, Valdifiori e Acquah (5,5 milioni in totale), oltre al prestito oneroso di Ljajic in Turchia, che da solo vale 1,25 milioni, salvo eventuale riscatto. Il saldo del mercato estivo 2018/19 chiude quindi in rosso per più di 32 milioni. In più bisogna ricordarsi anche che il riscatto obbligatorio per Simone Zaza, fissato a 12 milioni di euro, è scattato dopo la sua prima presenza in Serie A (contro la SPAL). E il conto totale arriva quindi a 44 milioni.

Stessa sorte per l’Udinese, che ha chiuso la sessione estiva con un bilancio complessivo di -36,5 milioni. La società non ha badato a spese per dare a mister Velazquez le giuste garanzie e riportare in alto i friulani. Non c’è quindi da stupirsi che patron Pozzo abbia avallato due dei tre più costosi acquisti della storia dell’Udinese. In cima alla classifica c’è Rolando Mandragora, giovane e polivalente talento capace di dare sostanza e geometrie al centrocampo. Per averlo dalla Juventus – che si è tutelata con il diritto di recompra – i friulani hanno dovuto mettere sul piatto ben 20 milioni di euro. Mai in Friuli si era speso tanto. Spesa importante e terza di sempre anche per Ignacio Pussetto, altro promettente ventiduenne di origine argentina, ala destra costata 8 milioni. Pure il brasiliano Felipe Vizeu, punta centrale proveniente dal Flamengo, con i 5 milioni spesi per il suo cartellino entra nella top ten dei giocatori più costosi della storia del club. Ai tre già citati vanno sommati gli acquisti mirati del portiere Musso, dell’attaccante polacco Teodorczyk, dei difensori Ekong e Opoku. Solo 8,5 i milioni raggranellati grazie alle partenze di Widmer ed Evangelista, per un saldo di mercato negativo che non ha precedenti.

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Le due squadre, ora appaiate in classifica, entrambe partite con il piede giusto in campionato, sono giocoforza chiamate a ripagare a suon di risultati gli investimenti estivi. A partire da domenica, quando al Dacia Arena di Udine incroceranno gli scarpini. Per dimostrare sul campo di valere i soldi spesi e alimentare sogni e speranze della stagione 2018/19.

5 Commenta qui
  1. verarob_701 - 6 giorni fa

    …genoa

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  2. verarob_701 - 6 giorni fa

    ma davvero qualcuno pensa che l’udinese abbia speso 20 milioni per Mandragora…? che se male resta Udine con una minusvalenza possibilmente paurosa, se invece fa bene , la juve se lo ripiglia pagando 24 milioni…
    Accrocchi vari di mercato dei gobbi a cui si piegano volentieri atalanta sassuolo udinese fiorentina….

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  3. eurotoro - 6 giorni fa

    Be’ guardando il mercato fatto dalle due squadre diciamo che abbiamo superato l’udinese come aspettative a breve termine..soriano izzo zaza sono meno scommesse e piu pronti di mandragora(…20mil.)vizeu opoku ecc.

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    1. Granata - 6 giorni fa

      Bremer, Ola Aina,Meitè, Damascan sono giovanissimi ma con ottime prospettive sia a corto che medio e lungo termine, no ?

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  4. GlennGould - 6 giorni fa

    Cioè l’Udinese, per avere la squadra di m che si ritrova, è pure in disavanzo di 30 m?
    COM/PLI/MEN/TONI !!

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