Pizza per tutti dopo il trionfo

Pizza per tutti dopo il trionfo

di Walter Panero

 

Settembre 1989. Domenica sera in Borgata Vittoria.

“Una prosciutto mattone, una margherita sempre mattone e una napoletana normale. E poi una mezza teglia di farinata!”
La signora bionda con gli occhi chiari un po’ strabici ripete il mio ordine e lo trascrive su un foglietto. Poi, lo passa ad…

di Walter Panero

 

Settembre 1989. Domenica sera in Borgata Vittoria.

“Una prosciutto mattone, una margherita sempre mattone e una napoletana normale. E poi una mezza teglia di farinata!”
La signora bionda con gli occhi chiari un po’ strabici ripete il mio ordine e lo trascrive su un foglietto. Poi, lo passa ad un omone che potrebbe essere suo marito il quale, urlando, lo ripete girandosi verso un muro. Dall’altra parte, ci dev’essere qualcuno, perché, nel giro di un paio di minuti, si apre uno sportello da cui fuoriesce una mano che spinge fuori le mie pizze esattamente come le avevo ordinate. L’omone le prende, le posa delicatamente su un lungo arnese piatto, tira una leva che apre un forno metallico, le fa sparire posandole all’interno. Tra meno di dieci minuti le estrarrà belle e pronte solo da incartare e portare a casa.
 Questo posto si chiama Ristoro Sospello: in realtà è una pizzeria, ma forse i proprietari non se la sono sentita di chiamarla così. Le pizzerie vere, devono aver pensato, stanno a Napoli, o al massimo al mare, non nell’estrema periferia della grande città industriale del Nord.
Il Ristoro Sospello si trova nella via omonima quasi all’angolo con Via Chiesa della Salute, a pochi passi dalla Cremeria Rapalino, dove da ragazzino venivo spesso, spingendomi oltre il confine di solito invalicabile rappresentato da Corso Grosseto, perché qui facevano il gelato più buono del mondo. Almeno così pensavo. Non so se fosse veramente così, ma certamente il gelato di Rapalino era migliore di quelli confezionati del chioschetto sotto casa, della latteria di Via Gandino e del bar dell’angolo. Ora è tanto che non ci vengo: sono grande, ormai, ed ho scoperto da un po’ che in centro fanno dei gelati ancora più buoni. Lì di fronte c’è anche una vecchia edicola: quando compro Tuttosport o il Guerin Sportivo per leggere del Toro vado in quella sul contro viale di Corso Grosseto che è più vicina a casa, ma quando decido di acquistare qualche giornaletto più spinto tipo “Albo Blitz” vengo sempre qui, perché non mi conoscono e posso infilarmi il giornale sotto la giacca senza essere visto da nessuno.
Al Ristoro Sospello, invece, vengo sempre volentieri quando ho voglia di una pizza da mangiare a casa. Non è che sia gran che, ma il posto è abbastanza vicino a dove abito e poi i proprietari sono burberi ma simpatici. Inutile raccontarci balle: vengo qui soprattutto perché loro sono del Toro. Perché hanno il coraggio, anche ora che siamo retrocessi, di esporre la foto degli Invincibili, quella della squadra dell’ultimo scudetto, e quella attuale. Ci vengo perché, nei pochi minuti che passano dal momento dell’ordine a quello della consegna delle pizze, si sa sempre di cosa parlare. Si parla di Toro, naturalmente! E oggi ce n’è da dire! Ce n’è proprio tanto come non accadeva da anni!
Al momento di pagare, con una spavalderia che non mi appartiene, anziché estrarre i soldi, tiro fuori il mio abbonamento. “Con questo oggi ho diritto ad uno sconto?” dico sorridendo. “Eh sì”, rispondono in coro la bionda e l’omone, “oggi gratis per tutti i tifosi! Sei andato? Racconta….”
“Incredibile! Abbiamo vinto 7 a 0 contro il Pescara allenato non più dal suo guru Galeone, ma da Ilario Castagner. Un Pescara che, soltanto lo scorso anno, era in serie A con noi e che, anche se non ha più Leo Junior, è considerata una delle nostre principali avversarie per la promozione!  Siamo passati in vantaggio dopo soli nove minuti con Pacione. Poi hanno segnato Muller, Ezio Rossi e Skoro e siamo andati al riposo sul 4 a 0 per noi. Nella ripresa, ha segnato ancora Pacione, quindi Rambo Policano e, nel finale, anche Muller ha siglato la sua doppietta personale. E’ stato un vero tripudio! Mai avevo visto una simile manifestazione di superiorità da parte del Toro. Qualche vecchio, sugli spalti, diceva che era dai tempi di quelli là che non si vedeva una roba simile. Certo, quelli là vincevano scudetti a ripetizione e noi giochiamo in B…però…penso che non mi dimenticherò facilmente della partita di oggi. Spero di sbagliarmi, ma credo che passerà tanto tempo prima di rivedere una partita simile….”

2009. Che ne è stato?

Non sbagliavo. In tanti anni passati a fare l’ascensore tra la serie A e la serie B non si è mai più visto né un punteggio così rotondo, né una così straripante manifestazione di superiorità da parte del nostro Toro.
Sicuramente abbiamo centrato vittorie importanti negli anni successivi tra Coppa Uefa e Coppa Italia. Ci siamo commossi nel veder il Toro far versare lacrime amare ai gobbi nei derby. Ma una vittoria per 7 a 0, con un avversario letteralmente annichilito ed incapace di reagire non l’abbiamo vista più. Può essere che venga smentito nel corso delle prossime partite, magari già da sabato con l’Albinoleffe, ma credo che dovremo aspettare ancora per un bel po’ di tempo per assistere ad una partita come quella.
 Dopo quella serata magica, ho continuato per anni  ad andare a comprare le pizze al Ristoro Sospello, anche perché mi ero convinto che quel posto portasse fortuna. Quando giocava il Toro, e anche durante i mondiali del ’94 e del ’98, invitavo gli amici a casa  per le partite, e le pizze si andavano a comprare lì. Poi, un brutto giorno, andai con l’idea di trovare l’omone dalla voce grossa e la bionda con gli occhi strabici. Avevo voglia di parlare con loro di Toro, ma vi trovai altra gente. Anche le vecchie foto erano scomparse. Quel locale aveva perso ogni interesse per me. Offeso, non si sa bene con chi, pagai le pizze e me ne andai senza metterci mai più piede.
Non abito più a Torino da oltre quattro anni, ma, in quell’angolo di Borgo Vittoria che sa di vecchi ricordi e odora di nostalgia, torno ancora spesso. Il chiosco dei giornali non c’è più, o meglio si è trasferito nella vicina Via Chiesa della Salute. Invece, il Ristoro Sospello esiste ancora ed ha mantenuto lo stesso nome. Ci passo davanti spesso ed ogni volta mi sembra di sentire ancora la voce dell’omone e di vedere gli occhi storti della bionda. Ogni volta, ripenso all’enorme gioia di quella sera dopo il trionfo col Pescara. Perché quel giorno, anche se si trattava soltanto della quarta giornata, capimmo che il Toro avrebbe potuto dominare il campionato. Capimmo che il Toro, quel Toro che solo qualche mese prima ci aveva fatto disperare, sarebbe potuto davvero diventare grande.

E del Toro di quest’anno cosa abbiamo capito, ora che siamo alla vigilia della quarta giornata di campionato?

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