Parole in libertà

Parole in libertà

di Silvia Lachello

 

Sabato 26 settembre 2009, mattino

Caro Diario,

che cosa ti dicevo l’altro giorno?
E’ arrivato l’Autunno, finalmente… ed è arrivato anche rapidamente… ancora due partite ed inizieremo ad andare allo stadio con sciarpe, cappelli e giacconi.
Così staremo ancora più comodi sui seggiolini.
Ne parlavo ieri con…

di Silvia Lachello

 

Sabato 26 settembre 2009, mattino

Caro Diario,

che cosa ti dicevo l’altro giorno?
E’ arrivato l’Autunno, finalmente… ed è arrivato anche rapidamente… ancora due partite ed inizieremo ad andare allo stadio con sciarpe, cappelli e giacconi.
Così staremo ancora più comodi sui seggiolini.
Ne parlavo ieri con Mario e lui mi ha guardato stralunato: "Ma se non sai neppure come sia fatto un seggiolino?!?"
E’ vero: uso il seggiolino come mensola, più che altro… ci appoggio lo zainetto, la bandiera, il bicchierone… no, il bicchierone lo metto per terra. Troppo alto, troppo colmo, troppo inutile, troppo figo raddoppiare l’usuale volume di immondizia post partita, e per ogni bevuta ci sono una bottiglia ed un bicchierone. Bah, probabilmente sono io a non capire…

A che ora è la partita oggi? Alle 15:30? Va bene, devo solo scegliere se vederla in versione Cielo o in versione Ciccio, la compagnia non mancherà.

Non nego di essere in ansia, in fondo incontreremo la capolista.
Strano come ci riesca di farci intimorire dalla capolista e di non pensare sia possibile provocare lo stesso timore quando ad essere in cima siamo noi.
E’ strano dal punto di vista dell’attitudine mentale della tifoseria, non della squadra, eh?
Mi tocca di ritornare ancora una volta sul discorso relativo alle aspettative.

Finita la rabbia del trentun maggio è nata l’aspettativa di essere sempre saldamente in cima alla classifica solo per il fatto di essere il Toro.
Bene, siamo il Toro.
E allora?
Siamo in corsa esattamente come tutte le altre squadre.
No, non è un pensiero di basso profilo, è solo sano realismo.
Riconosco il potenziamento, come non potrei?, dell’organico ma la palla è rotonda e blablabla.

Miracolosamente ci siamo liberati di alcune zavorre (grazie, Rinone).
Fortunatamente abbiamo mantenuto in squadra giocatori preziosi.
Inaspettatamente ne sono tornati alcuni con la voglia di giocarsela.
Uh, sì… abbiamo anche un Allenatore dotato di sano realismo e di linguaggio comprensibile (un lusso, veramente un lusso…).
Lo scenario è favorevole, senza essere garanzia di primato.

D’accordo, d’accordo: se vogliamo tornare dove riteniamo essere la nostra sede naturale c’è ancora molto lavoro da fare… be’, lo stiamo facendo.
Sono un’ottusa ottimista con gli occhi foderati di salame?
No, ho solo modificato il mio atteggiamento mentale: una volta (lo scorso anno) avrei detto "Lo faremo", ora dico "Lo stiamo facendo".
E non mi curo delle critiche che mi vengono apposte (sapessi, Caro Diario, sapessi quanta gente vive per insultare nascondendosi dietro all’anonimato di una tastiera…): prendo atto e proseguo.
Ho deciso: vado dalla Nonna Olga a vedere la partita con la Stefi.

Sabato 26 settembre 2009, sera

Caro Diario,

accidenti… due volte accidenti.
Meglio di una fucilata nei denti, via…
Guardando la partita – ohibò, quanto han corso i frusinati! – dicevo alla Stefi quali avrebbero potuto essere i possibili titoli di certa stampa in relazione a quanto stava accadendo in campo.

"Bianchi entra in un buco nero: la maledizione dei legni."

"Il Toro è Capitano-dipendente?"

"La maledizione del Capitano che fu."

"Spettro retrocessione. Un punto in due partite: Colantuono in bilico."

"Lo spogliatoio si ribella, i tifosi contestano."

Ed altre amenità che un po’ ci hanno consolato per l’occasione perduta. Vabbe’… ora abbiamo più di una settimana per ricaricarci, NOI e loro, e poi avanti tutta.
Nel frattempo la Stefi ed io vedremo quanto abbiamo azzeccato dei titoli di cui prima…

Domenica 27 settembre 2009

Caro Diario,

sembra impossibile… no, non che segua ancora te: più semplicemente che Fabio dica che gli FA SCHIFO essere secondo in classifica e che se siamo a questo punto (quale… crepa se mi dice quale…) è perché l’UNICO giocatore DEGNO di questo nome, nonché della Maglia, è stato ceduto per fare cassa.

E vabbe’… per la serie: "Pensare di tifare Toro, parteggiare invece per chi non c’è più, dare contro a chi ora si sbatte per salire in alto ed anche a chi non la pensa nella stessa maniera."

Boh… sono altre le situazioni che in me provocano lo SCHIFO ma ognuno ha la propria scala di valori… è la misura che talvolta viene a mancare.

Martedì 29 settembre 2009

Caro Diario,

sai qual è un NOSTRO grande problema? Per sognare bisogna essere disposti a farlo.

Lo ripeto continuamente – e non sono una voce nel deserto – ma per alcuni sembra più accettabile fustigarsi con pensieri di sofferenza futura anziché osservare lo scorrere degli eventi rimanendo nella stessa linea temporale degli eventi stessi.

Son viaggi, eh… viaggi nel gorgo di ciò che non è Toro. Facciano pure: a badare al presente ci penso io e sono in buona compagnia.
Per quanti fratelli e sorelle possiamo perdere per strada c’è sempre nuova linfa ad incrementare il numero di chi dicendo “Io sono del Toro” dice una verità che viene talmente dal profondo da non riuscire a vederne le radici.
E la non visibilità, in questo caso, è garanzia di verità. E sì sì, e già già…

Poi ti devo raccontare di quando Lisa, dopo mesi che non si faceva sentire, mi ha telefonato per chiedermi “Ma sei ancora del Toooooorooooo???” e le ho detto che aveva sbagliato numero e che lo aveva fatto per sempre ma non adesso, non adesso…

0 commenti

Commenta per primo!

Recupera Password

accettazione privacy