Oggi più che mai…

Oggi più che mai…

di Giacomo Serafinelli

Buongiorno Toro… oggi sono in vena di riflessioni.
Il calcio è cambiato da tempo, e lentamente ma inesorabilmente ci stiamo abituando a rivoluzioni che una volta ci sarebbero sembrate impensabili.
Da quando sono comparsi gli sponsor sulle maglie, è cominciato il declino degli anni ruggenti, ovvero quelli delle figu, del celo-manca, e delle radioline incollate all’orecchio…

di Redazione tvvarna

di Giacomo Serafinelli

Buongiorno Toro… oggi sono in vena di riflessioni.
Il calcio è cambiato da tempo, e lentamente ma inesorabilmente ci stiamo abituando a rivoluzioni che una volta ci sarebbero sembrate impensabili.
Da quando sono comparsi gli sponsor sulle maglie, è cominciato il declino degli anni ruggenti, ovvero quelli delle figu, del celo-manca, e delle radioline incollate all’orecchio la domenica pomeriggio.
Poi si è passati alle regole: le vittorie non valevano più due punti, ma tre, e anche il pareggio esterno strappato dalla pericolante, in casa della prima in classifica, con un catenaccio che oggi definiremmo “osceno”, non equivaleva più ad una mezza vittoria, ma ad un’occasione mancata.
Andando avanti con gli anni, si è capito che occorreva nuova linfa alle casse sempre più magre delle società: ecco allora arrivare, insediarsi ed alla fine imporsi sua maestà la tv a pagamento, con le sue conseguenze più dirette come partite a qualunque ora ed in qualunque giorno della settimana.
Non voglio dare un giudizio su tutti questi cambiamenti, anche perché sono il primo a riconoscere che nessun fatto umano si ripete ed è uguale a sé stesso all’infinito, ed ogni rinnovamento porta con sé anche dei miglioramenti; ma tutto è capitato e sta capitando troppo velocemente, e parlando con amici tifosi del Toro, ho capito che è proprio in fasi come queste che c’è più bisogno di punti di riferimento.
Ebbene, fratelli, noi abbiamo la fortuna di poter dire che non siamo semplicemente tifosi di una squadra, ma portiamo avanti un’idea. L’idea di Toro.
Un’idea che ha tanti volti, da quello di Valentino, a quello di Pulici fino ad arrivare a Rolando.
Un’idea che ha un suono, quello dei cori della Maratona, una curva che è come un grembo nel quale il Toro accoglie i suoi tifosi.
Un’idea, infine, che ha la forma di una casa, perché quando si entra al Filadelfia non è “stadio” la prima parola che ci viene in mente, ma, appunto, “casa”.
Sono sani principi, questi, di cui dobbiamo fare dono ai nostri figli, facendo capire loro che il granata non è solo il colore di  una maglia, ma una grande famiglia.
I tempi sono quelli che sono, il campo non ci regala soddifazioni da lustri: oggi più che mai, c’è bisogno di Toro!

0 Commenta qui

Recupera Password

accettazione privacy