Dagli 11 metri

Dagli 11 metri

di Mauro Saglietti

Rieccoci qui con le nostre poche e traballanti certezze, fatte di speranze e di salti di qualità che da una vita falliamo chirurgicamente.
E’ di nuovo ora di scappare, magari con un viaggio interstellare nell’universo della nostra storia, dal quale attingere, sempre che sia ancora possibile, qualche barile di propellente che possa darci ancora una leggera spinta verso la terra promessa,…

di Mauro Saglietti

Rieccoci qui con le nostre poche e traballanti certezze, fatte di speranze e di salti di qualità che da una vita falliamo chirurgicamente.
E’ di nuovo ora di scappare, magari con un viaggio interstellare nell’universo della nostra storia, dal quale attingere, sempre che sia ancora possibile, qualche barile di propellente che possa darci ancora una leggera spinta verso la terra promessa, se mai arriverà.
Prego lor signori, tutti ai propri posti, si parte.

Avviso del Comandante della nave:
Il viaggio è diviso in due parti: Oggi visiteremo i sistemi planetari che vanno dal 1975 al 1990. Tra due settimane ci occuperemo degli anni dal 1991 ad oggi.
Perché dal 1975?
Perché i ricordi personali influiscono eccome, e il 1975-1976 ha rappresentato il mio battesimo calcistico. Se dovessi analizzare i campionati precedenti, sarebbe solo un copia-incolla dagli annuari senza la passione della memoria.
Questo lavoro quindi si basa principalmente su ricordi personali e non ha la pretesa di essere onnicomprensivo.
Sono sicuro però che, col vostro aiuto, magari tramite i commenti, si possano inserire nuove mappe stellari e giungere in luoghi dove l’astronave della mia memoria non è stata in grado di arrivare.
Dimenticavo. Qualcuno potrebbe lamentarsi per l’eccessiva lunghezza del viaggio.
Ricordo in tal caso che su questa astronave si viaggia gratuitamente, a differenza di altri voli nel terreno della memoria, che, su astronavi patinate, fanno pagare un prezzo assai salato.
In carrozza, dunque.
Ora accendiamo i razzi. Del resto si dice, no? Bisogna avere i controrazzi.

 

Sistema planetario 1975-1976, ovvero quello della “Felicità”.
Questa è per molti di noi il Sistema planetario madre, all‘interno della Galassia dei Grandi. In tanti siamo nati calcisticamente tra questi pianeti e da qui partiamo per analizzare la storia granata dei rigori, non prima di esserci attardati ad ammirare dal finestrino, il pianeta che ci vide felici e che noi abbandonammo per qualche strana ragione. Anzi, a ben pensarci fummo costretti ad abbandonarlo.
Ma tanto, pensavamo, la Galassia dei Grandi era così estesa, che avremmo sicuramente trovato una sistemazione ancora migliore.

 

Per molti anni il fatto che anche Pulici potesse sbagliare un rigore, è rimasto nascosto dietro le nebbie di un Torino-Como, che si giocò a sprazzi. All’epoca si seppe del risultato, 1-0 per noi, gol di Graziani, e tanto bastò. Invece Pupi aveva proprio sbagliato un rigore, contro il comasco Rigamonti, scivolando sul gesso del dischetto e mandando la palla  a sbattere sulla traversa.
Un trauma per grandi e piccini, che solo vecchie copie di Calcio Film e ricerche tra gli annuari, hanno riportato a galla.
Gli altri rigori che ci vengono fischiati a favore in quell‘annata, sono tutti realizzati da Pupi: contro la gobba nel derby di andata (gomitata del furbissimo Gentile a Pupi, sotto gli occhi di Michelotti), contro il Bologna (3-1 finale), il generoso penalty che ci permette di pareggiare contro l’Ascoli in casa (mani ed espulsione di Scorsa), prima di dilagare 3-1, ed infine il gol del 5-1 al Cagliari alla terz’ultima giornata.
Ci vengono fischiati rigori a sfavore in casa contro Inter, Milan e Fiorentina nel tiratissimo e indimenticabile 4-3.
Casarsa, ad inizio ripresa calcia senza rincorsa e fa 2-2. Zac, Pupi e Caso faranno il resto.

Coordinate astrali:
A favore: 5 (4) di cui uno calciato sulla traversa
Contro: 3 (3)
Capitano dell’Astronave: Pulici (4)

 

Sistema planetario 1976-1977, ovvero quello dei “Campioni – Campioni”
Guardiamo dai finestrini scorrere quella che fu un’amara gioventù.
Per molti di noi, la prima conoscenza con le lacrime ed il dispiacere che sapeva di Toro. Un universo bello, meraviglioso. Ma troppo bello perché le potenti, malvagie e sleali forze nemiche ci lasciassero abitarlo.
Il nostro rapporto con i rigori comincia molto presto in quell‘annata: il 29 settembre infatti ce ne viene fischiato uno contro a Malmoe, nella gara di ritorno del primo turno di Coppa dei Campioni.
Segnerà Ljunberg, ma noi passeremo il turno, dopo il 2-1 casalingo.
In campionato risolviamo la gara interna contro l’Inter grazie ad un penalty a 5 minuti dalla fine di Pupi,  bisogna però aspettare la 24 giornata per vedere di nuovo Pupi dagli undici metri.
E’ suo il provvisorio 1-0 al Catanzaro, preludio della vittoria per 3-1.
E basta.
In tutto il campionato non ci vengono fischiati rigori contro.
Incredibile, probabilmente si sbagliarono

Coordinate astrali:
A favore 2 (2)
Contro 1 (1)
Capitano dell’Astronave: Pulici (2)

 

Sistema planetario 1977-1978, ovvero quello della “Rabbia silenziosa”
Questo sistema è pieno di pianeti colorati, tutto sommato era bello viverci.
Anche se l’aria che si respirava, alle volte sapeva di imminente fiato corto.
Ripercorriamone insieme la storia.
Cominciamo subito a farci fischiare un rigore contro, che si rivelerà fatale in quel campionato. Perdiamo a Roma, così come l’anno precedente. Dopo essere passati in vantaggio con Pulici, è un rigore di Di Bartolomei a ristabilire le distanze. Per non parlare della disperazione alla notizia del gol di Ugolotti a tre minuti dalla fine, un primavera.
A dicembre 1977 gioca Terraneo in porta. Castellini cinque giorni prima si è distrutto una gamba scontrandosi con un proprio compagno, mentre cercava disperatamente di evitare un gol del Bastia in UEFA. A Torino arriva un lanciatissimo Milan, che gioca un gran primo tempo contro un Toro rimaneggiato. Nella ripresa però, Pulici in tuffo segna l’1-0, un gol dei suoi.
Il Milan si proietta in avanti rabbioso e conquista un rigore. E’ Rivera a calciarlo.
Terraneo, allora sconosciuto, saltella sulla linea di porta anziché stare fermo.

Si getta sulla sua sinistra e devia il tiro dell’asso rossonero nel tripudio generale, mentre Rivera si mette le mani tra i capelli.
Qualche settimana più tardi a Bergamo contro l’Atalanta (partita passata alla storia per altri motivi), sarà l’atalantino Rocca ad avere l’opportunità dagli undici metri, ma calcerà fuori, sempre con  Terraneo di fronte. La settimana seguente Terraneo non riuscirà ad evitare il gol, peraltro inutile, del veronese Mascetti, che al Comunale fissa solo il risultato sul 2-1 per il Toro.
Subiremo poi gol dal pescarese Nobili (brutta abitudine a perdere contro gli ultimi) con Castellini di nuovo in porta, prima che il nostro grande portiere venga accantonato da Radice. poi il gol di Savoldi del Napoli (inutile gol partenopeo nell’1-3 interno).
Infine quello di Festa dell’Atalanta, nella giornata che siglerà il triste scudetto per i gobbi, porterà l’Atalanta sul 2-2 qui a Torino.
Poi ci penserà Pupi. Vedremo tra breve come.
Sarà strano, ma il primo penalty a favore della stagione è segnato da Graziani. Si gioca Toro-Genoa e Pulici si fa male dopo pochi minuti, dopo aver comunque segnato. Ciccio gol sigla la rete del nuovo vantaggio, 2-1, prima della nostra terza rete. Il nostro centravanti si ripeterà anche la domenica seguente, quando il Toro espugna Bologna per 3-1. Infine Pulici segnerà altre due reti: l’1-1 a San Siro col Milan ed il 3-2 interno con l’Atalanta, mesto addio ad un altro campionato a ridosso della prima posizione.
Non è tutto: durante il girone finale della Coppa Italia di quella stagione, con buona parte della rosa granata in Argentina per i mondiali, al Comunale si disputa Toro-Monza, che terminerà 1-1.
Il gol granata è segnato da Mozzini su rigore, che l’arbitro Materassi fa ribattere due volte.

Coordinate astrali:
A favore 5 (5)
Contro 7 (5 – di cui uno deviato e l‘altro fuori)
Capitani dell’Astronave: Pulici (2) , Graziani (2) – Primo Ufficiale: Mozzini (1)

 

Sistema planetario 1978-1979, ovvero quello del “Quieto scoramento”
Veleggiamo sereni nella Galassia della Grandi, così come facemmo tanti anni fa, con i pianeti ancora ospitali ma sempre meno lucenti.
Per quanto riguarda la nostra memoria rigoristica, ce ne venne fischiato uno contro alla quarta giornata, quando ne prendiamo ben tre dall’Ascoli fuori casa.
E’ Adelio Moro a sbloccare il risultato e a renderci la giornata storta.
Bisogna attendere però l’ultima giornata del girone d’andata perché un arbitro si degni di portare il fischietto alla bocca. Capita contro il Catanzaro e Pupi completa così la sua tripletta.
Ma..
Ma qualcosa di indefinibile e inaspettato è in agguato.
Pulici sbaglia un rigore.
Saranno molti tra di noi a non volerci credere.
Capita la domenica successiva, a Firenze, in un gara che terminerà 0-0. Paolino prende il palo, scarogna beffarda.
Purtroppo non è finita qui.
Due settimane più tardi giochiamo ad Avellino. Andiamo in vantaggio con Greco, poi Massa pareggia con una spettacolare rovesciata. A un quarto d’ora dalla fine però, il Toro ha una grande occasione dagli undici metri.
Questa volta però Paolino si fa parare il tiro da Otorino Piotti, il portiere dell’Avellino.
La foto che vedete in alto nell’articolo dimostra questo momento che causò dispiacere a grandi e piccini. Pulici non poteva sbagliare, e se lo faceva, era perché gli avevano fatto la macumba! Un campionato sgarrato, per il nostro eroe, che si infortunerà seriamente di lì a poco, in una gara interna contro la Roma.
Il conto dei rigori di quell’anno si chiude in una partita maledetta, persa in casa contro il Milan, poi campione d’Italia per 3-0.
Al ‘41 della prima frazione subiamo il gol da Bigon. Quattro minuti più tardi l’arbitro Lattanzi accorda un penalty al Milan. Tirerà due volte Chiodi e in entrambi i casi farà centro.
La rabbia della Maratona quel giorno si scatenerà con una invasione di campo.
Forse col Milan è destino…

Coordinate astrali:
A favore 3 (1) di cui uno sul palo e l’altro parato.
Contro 2 (2)
Capitano dell’Astronave: Pulici (1)

 

Sistema planetario 1979-1980, ovvero quello della “Beffa”
La galassia dei Grandi sfila lenta, questo è uno degli ultimi sistemi planetari ai suoi confini. Dai finestrini si intravedono in lontananza gli altri sistemi più luminosi dai quali siamo provenuti. L’abitudine di guardarli luminosi, lassù, nel cielo nero, non ci abbandonerà tanto presto…
Questo è un sistema planetario illogico, perché, sebbene non ci venga assegnato neanche un rigore a sfavore, tra campionato, Coppa Italia e Coppa UEFA, saranno proprio i rigori a farci piangere, alla resa dei conti.
Il rigore che Graziani calcia contro il Parma nella fase iniziale della Coppa Italia è l’unico che finirà alle spalle di un portiere.
Sbaglieremo tutti gli altri.
Per combinazione, il primo rigore sbagliato costerà la panchina a Radice.
Il 3 febbraio 1980 si gioca a Firenze e la Fiorentina segna subito.
Graziani ha l’opportunità di portarci in parità, ma si fa parare il tiro.
Con Rabitti sulla panchina granata, la settimana seguente lo stesso Graziani infila la retroguardia romanista. Poi, ha l’opportunità di raddoppiare. Ma Tancredi neutralizza il penalty.
Non sarà l’unico rigore che parerà, ahimé, nel corso della stagione.
A Bologna infine, all’ultima giornata di un campionato travolto dallo scandalo scommesse, Graziani calcia alto il rigore del possibile 2-1, contro i Felsinei imbottiti di giovani.
C’è chi, come il sottoscritto, gliene dice di tutti i colori ascoltando la radiocronaca.
Allora lui prende palla e fa gol al 90°, ma non su rigore. 2-1 finale.
Sappiamo tutti come va a finire in Coppa Italia.
Superiamo i quarti con la Lazio ai rigori, stesso discorso con la gobba in semifinale.
A Roma, finale unica, arriviamo nuovamente alla benedetta lotteria.
Terraneo ne para tre, ci basta un gol.. Un solo gol.
Ma non lo facciamo. Sbagliano Greco, Graziani, Pecci e Zaccarelli.
E la Coppa va alla Roma.

Coordinate astrali:
A favore: 4 (1) di cui due parati e uno alto.
Contro: 0
Capitano dell’Astronave: Graziani (1)

 

Sistema planetario 1980-1981, ovvero quello del “Furto con rabbia”
Sempre più nel freddo, sempre più consci che dovremo cercarci un’altra galassia, approdiamo nel Sistema Planetario 1980-1981, che ci regala illusorie speranze, alimentate anche dalla vittoria in un derby.
L’annata sembra avara di appuntamenti dagli undici metri.
Occorre aspettare la dodicesima giornata per imbattersi in uno di essi, e pure a sfavore. E’ il gol del bolognese Paris, che pareggia il gol di Pulici. Perderemo quella partita con un gol di… Garritano, proprio lui, passato ai felsinei. Ad Avellino subiamo un rovescio netto (3-0), e la terza rete è segnata dagli undici metri da un certo Beniamino Vignola, futuro gobbo.
A Firenze, verso la fine del campionato, buschiamo 2-0 con doppietta di Antognoni, la cui seconda rete arriva su penalty.
E qui finirebbe la nostra stagione, con 0 rigori a favore.
Ma c’è ancora la Coppa Italia, sulla quale puntiamo tutto.
A marzo si è eliminata la SPAL nei quarti di finale, subendo il rigore di Ferrari (a Ferrara, come se segnasse Carraro a Carrara) ed il nostro 4-0 del ritorno è propiziato anche da un rigore di Sclosa (!).
Nelle semifinali contro il Bologna, di nuovo Paris ci infila dagli undici metri nella gara di andata (2-2).
In quella di ritorno, siamo sotto 1-2 a due minuti dalla fine, quando un rigore di D’Amico ci permette di andare ai supplementari, poi decisi da Graziani.
In finale, dopo l’1-1 dell’andata, subiamo il furto al Comunale. Sull’1-0 viene concesso un rigore assurdo alla Roma. Un rigore “politicamente pesante” assegnato alla squadra che aveva subito il torto di “Turone”. Segnerà Di Bartolomei e si andrà un’altra volta ai rigori.
Per noi sbaglieranno Graziani e Pecci e la Coppa se ne andrà così per il secondo anno di fila.
Dimenticavamo la Coppa UEFA. Usciamo negli ottavi contro il Grasshoppers.
Ai rigori, ovviamente, dove sbagliano Pecci e Zaccarelli.
Che allegria.

Coordinate astrali:
A favore: 2 (2)
Contro: 6 (6)
Capitani dell’Astronave: Sclosa (1), D’Amico (1)

 

Sistema planetario 1981-1982 ovvero quello del’ “Grande Presidente”.
In una parte dell’universo ormai distante, in lontananza si intravedono le luci delle stelle delle galassie più famose. Siamo passati di qui con una nave spaziale ricca di gloria, ma che si stava sfaldando e cercava riparazioni.
Nel campionato 1981-1982 il Toro si ritrovò inaspettatamente al primo posto dopo le due giornate iniziali. Arrivò ad affrontare l’Inter a San Siro con molto entusiasmo, ma perse per un rigore di Beccalossi, che probabilmente non c’era. L’Inter quel giorno reclamò due rigori.
Pianelli si arrabbiò e disse che nessuno dei due c’era.
Alla quarta giornata invece la squadra granata, allenata da Giacomini, che univa giocatori di esperienza ad altre giovani promesse, rimontò due gol in casa alla Roma, prima con Dossena, poi con un rigore di Pulici.
Il Toro lottò per la salvezza durante tutto il campionato, senza tuttavia entrare mai nella zona calda. Le note dolenti furono tante tuttavia, a cominciare dalla sesta giornata quando perdemmo il derby con un gol di Gentile. Nella stessa partita, Terraneo allo scadere parò un rigore a Brady, evitando un passivo peggiore. Andando avanti nel torneo, così come avevamo perso all’andata contro l’Inter su rigore di Beccalossi., così capitò al ritorno. Stesso risultato, stesso marcatore.
Un rigore a favore invece, ci fu fischiato nella gara interna che giocammo contro la Fiorentina, riuscendo ad impattarla. E quel punto sarebbe costato caro ai nostri amici Viola.
Il penalty del 2-2 finale fu firmato da Pulici, in una partita che vide tra i marcatori della Fiorentina proprio Graziani e Pulici.
Il primo perché militava nelle fila viola. Il secondo perché deviò un calcio di punizione, causando l’autorete.
Verso la fine del torneo, mettemmo la salvezza al sicuro, battendo il Cagliari per 4-2 in casa. Il gol del 3-2 fu segnato dal futuro granata Selvaggi, mentre quello del 4-2, essendo già uscito Pulici, rigorista designato, Dossena si incaricò di tirare e di segnare.
Ancora di rigore, infine, perdemmo a Catanzaro (gol di Bivi).
Da ricordare che nella fase iniziale della Coppa Italia, Pulici calciò due rigori contro la Cavese, segnandoli entrambi.

Coordinate astrali:
A favore 5 (5)
Contro 5 (4 – 1 parato)
Capitano dell’Astronave: Pulici (4) –  Primo Ufficiale: Dossena (1)

 

Sistema planetario 1982-1983 ovvero quello della “Nuova gioventù”
E’ sempre bello passare da queste parti. Come saprete esiste un grandissimo pianeta in questo sistema s, che compie la sua rivoluzione intorno alla stella principale in soli 3 minuti e 40 secondi.
Approdammo in questa nuovi ambienti ricchi di ossigeno, certi che potessero essere la terra promessa…
Quell’annata è dannatamente ricordata per la quantità di rigori fischiataci a sfavore.
Dura metterli tutti insieme.
Si comincia con Causio alla quarta giornata, nel 2-2 del Friuli contro l’Udinese, e questa è l’unica massima punizione contro, di tutto il girone di andata.
Già alla prima di ritorno però, si avverte che l’aria era cambiata. Il 2-0 subito al Partenio contro l’Avellino, porta la firma anche del solito Vignola. Da sommare due rigori contro a Milano contro l’Inter, di cui solo uno trasformato (vincemmo 1-3), poi un rigore di Piras a Torino (3-2 per noi), il penalty di Ferrario che regala la vittoria al Napoli al San Paolo, quello di Platini (parato, poi ribadito in gol), nel famoso derby del 3-2.
Poi ancora il rigore di De Vecchi ad Ascoli e quello immancabile di Pruzzo all’Olimpico all’ultima giornata.
A favore?
Uno solo. Calciato da Hernandez contro il Catanzaro, che fissa il risultato sull’1-0 finale.

Coordinate astrali:
A favore 1 (1)
Contro 9 (7) di cui due parati
Capitano dell’Astronave: Pato Hernandez (1)

 

Sistema planetario 1983-1984 ovvero quello della “Amara illusione”
Quando visitammo questa Sistema planetario, ci aspettavamo grandi cose e ad un certo punto eravamo sicuri di aver trovato un pianeta che potesse essere casa nostra. Invece ci sbagliavamo. Il lato oscuro di questo pianeta si rivelò carico di amarezze, così da farci decollare alla scoperta di altri mondi.
Carichi di entusiasmo, partimmo nel girone eliminatorio della Coppa Italia e alla seconda giornata Hernandez arrotondò il punteggio sul 3-0 contro il Foggia. Toccò invece a Selvaggi farsi parare un rigore da Martina nella gara finale del girone, a qualificazione già conseguita..
In campionato Hernandez si prese più volte la responsabilità di calciare e di segnare,a  cominciare dal 4-0 interno contro la Lazio.
Ribatté poi in rete un penalty respinto da Garella (1-1 in casa col Verona), infilò per due volte Zenga nel 3-1 casalingo contro i nerazzurri, e marcò il gol del 3-1 interno contro l’Avellino, poi 4-2 finale, il 19-02-1984.
Una settimana prima, però, in una partita incredibile per sfiga, Pato si era fatto respingere il tiro che avrebbe potuto dare una svolta diversa alla stagione, dal romanista Tancredi. Hernandez, per finire, realizzò  ancora contro il Milan (1-2, gol di Luther Blisset e contestazione della Maratona) e nelle semifinali di andata a Genova con la Sampdoria (1-1, poi 0-0 a Torino), suo ultimo gol con la maglia del Toro.
Sul fronte avverso, ci fischiarono un rigore contro a Palermo nel girone iniziale di Coppa Italia (gol di De Stefanis, poi 1-2 per il Toro), poi San Terraneo parò un rigore a Pruzzo nella vittoriosa gara interna contro la Roma (2-1). Bene ci andò anche contro Avellino (dove subimmo l’immancabile rigore, ma Barbadillo tirò alto) e contro l’Inter. Già abbiamo menzionato i due rigori di Hernandez, inframmezzati dal penalty di Altobelli, che colpì il palo.
E per quell’anno ce la cavammo così.

Coordinate astrali:

A favore: 10 (7), di cui 3 parati
Contro 4 (1) di cui 2 parati e uno alto
Capitano dell’Astronave: Pato Hernandez (7)

 

Sistema planetario 1984-1985 ovvero quello della “Grandezza sfiorata”
Le stelle di questa galassia brillano di un granata tendente al rossastro, quale era la maglia di quegli anni. E ‘ il posto dell’entusiasmo e della gioia. Ma ci sono anche pianeti instabili, segno di un’incompiutezza che qui da noi spesso paralizza la perfezione.
Cominciamo presto a farci fischiare un penalty contro. Appena alla seconda giornata, quando dopo appena tre minuti il cremonese Bonomi porta in vantaggio la sua squadra, in una delle poche vittorie dei grigiorossi.
Leo Junior invece alla sesta giornata, sbroglia l’intricata situazione catenacciara della Lazio. Orsi tocca soltanto il suo rigore, che ci darà la vittoria.
Altri penalty a favore ad Avellino (3-1) per noi, in casa contro i Viola (2-2 finale con doppietta di Pecci per la Fiorentina) e Sampdoria in casa (1-1 con gol regolare annullato a Serena e conseguente furto), tutti realizzati da Leo.
A sfavore ci vengono fischiate massime punizioni a Napoli (gol di Maradona), nel derby di ritorno (quello del kerosene, gol del francese) e, qualche settimana prima a Milano con l’Inter. Ma Martina para il tiro di Altobelli, salvando l’1-1.
Altro miracolo di Martina contro il Verona al Bentegodi, quando sullo 0-0 respinge il tiro di Galderisi.
In Coppa Italia è necessario un rigore di Junior per eliminare il Cagliari, mentre veniamo estromessi dalla competizione dalla Doria (tanto per cambiare), che si impone per 4-2 a Marassi, grazie anche ad un rigore di Francis.

Coordinate astrali:
A favore: 5 (5)
Contro 5 (3), di cui 2 parati.
Capitano dell’Astronave: Leo Junior (5)

 

Sistema planetario 1985-1986 ovvero quello dei ”Quartieri alti”
Ci stabilimmo su di un pianeta stabile per qualche tempo.
Sognando ancora la terra promessa e considerando una pianeta che avrebbe potuto essere nostra casa stabile, niente più che un passaggio.
In quel sistema planetario, ci venne fischiato un rigore a sfavore nella gara di Coppa Italia interna col Varese (2-2 finale), ed uno a favore nel match giocato tre giorni dopo, contro il Como di Clagluna.
Fu un 2-0, col risultato sbloccato da Junior su penalty.
In campionato visitammo il nuovo stadio di Via del mare di Lecce, inaugurandolo.
Stadio nefasto, come sappiamo bene.
La festa per essere completa aveva bisogno della squadra di casa, alla quale venne attribuito un generoso rigore. Tirò Paciocco e, tale cognome tale risultato, sparò in orbita.
La domenica seguente invece, regolammo la sempre ostica Sampdoria, con un rigore di Junior, poi purtroppo cominciò il periodo nero di Junior.
In casa col Pisa, a risultato già acquisito (si era sul 3-1 E presto si sarebbe fatto il 4) tirò alto un penalty. Fu il primo di una serie di tre errori rilevanti.
Alla dodicesima giornata, nel pirotecnico 3-3 in casa dell’Inter, fu Brady ad aprire le marcature, ovviamente dagli undici metri.
Il 9 febbraio 1986, ospitammo la Roma e partimmo in quarta. Rigore per noi addirittura al primo minuto.
Tirò Leo, ma il perfido Tancredi (che tante ce ne aveva già combinate) bloccò a terra il tiro.
Pruzzo segnò per la Roma, poi nella ripresa ebbe l’opportunità di raddoppiare per i suoi, su penalty.
Questa volta però fu Copparoni, che da un po’ di tempo sostituiva Martina, a neutralizzare il tiro.
Ciò non bastò ad evitare la sconfitta, purtroppo.
Proprio Copparoni fu protagonista insolito nella nostra puntuale sconfitta a Napoli per 3-1.
Sul risultato già fissato, l’arbitro concesse la passerella a Maradona, concedendo l’immancabile rigore. Copparoni però guastò la festa. Si allungò sulla destra e deviò il tiro in corner.
Fu il primo portiere italiano a parare un rigore a Maradona.
La domenica seguente ci venne fischiato un rigore contro a Bari, da Carlo Longhi, oggi moviolista, col quale non avemmo mai particolare fortuna. Il tiro fu realizzato da Bivi.
Nella ripresa però l’occasione grossa capitò a noi. Junior sul dischetto e gol. Ma l’arbitro fece ripetere. Nuovo tiro e palla alta.
Quella volta Longhi non fece ripetere, forse soddisfatto.
Da aggiungere ancora il rigore che Mancini tirò al 90° di Toro-Sampdoria, nei quarti di finale, siglando il 4-3 per loro qui al Comunale, ed i tre della Coppa UEFA di quell’anno.
Saravakos pareggiò ad Atene per il Panathinaikos il gol di Comi (rete che non servì ai greci per passare il turno), Junior e Vujovic segnarono un rigore a testa in Hajduk-Torino 3-1 del 6 novembre 1985, gara che ci vide dare l’addio all’Europa.
Tiriamo le somme di questo complicato Sistema planetario.

Coordinate astrali:
A favore: 6 (3) di cui due alti, uno parato
Contro: 9 (6) di cui uno alto, due parati
Capitano dell’Astronave: Leo Junior (3)

 

Sistema planetario 1986-1987 ovvero quello dei “Lunghi coltelli”
Come maledizione ci sono toccati ammassi stellari fatti di cristalli. Cristalli Swarovski per l’appunto. Passiamo in questa galassia di decadimento, nella quale ci stabilimmo quell’anno, basilare per poi comprendere tutti le conseguenti tappe del nostro cammino.
Si comincia con Kieft che scalza Junior dal ruolo di rigorista. E si parte con i penalties in Coppa Italia, in casa con il Siena (1-0) e con l’Avellino (1-1), si prosegue con quello calciato alla prima giornata di campionato contro il Verona (2-1) e si passa per quello calciato in coppa Uefa contro il Nantes (1-1 a Torino, dopo il nostro 4-0 in Francia) e poi…
E poi Kieft si fa male (ovvio) e la nostra stagione, rigori inclusi ne sarà segnata.
Il rigorista ufficiale diventa Comi, che apre le marcature nel 2-0 contro la Sampdoria, l’11 gennaio 1987.
La stagione passa per il rigore che la nostra punta batte contro il Tirol Innsbruck in una serata maledetta.
Il tiro si stampa contro il palo interno.
Ma il rigore più grande della stagione è quello che non ci viene fischiato a favore nella gara di ritorno in Austria, a soli quattro minuti dalla fine, per fallo su Francini.
Le massime punizioni fischiate a nostro sfavore in quella stagione sono soltanto tre:
quella di Colomba nell’1-1 interno di Coppa Italia contro l’Avellino, poi quella di Notaristefano nella gara di campionato contro il Como. Gol in entrambi i casi.
E poi un rigore inesistente all’ultimo minuto a Firenze, alla terz’ultima di campionato.
Diaz calcia sul palo.

Coordinate astrali:
A favore: 6 (5 – un palo)
Contro: 3 (2 – un palo)
Capitano dell’Astronave: Kieft (4) – Primo Ufficiale: Comi (1)

 

Sistema planetario 1987-1988 ovvero quello della “Giovane incoscienza”
Questa sistema solare è l’ultimo facente parte della Galassia della serenità, nella quale abitammo per buona parte degli anni ‘80. Sembrava che il colore dei pianeti inducesse pensieri sereni, invece le Nebulose della Forza erano in agguato e avrebbero colpito a breve.
Cominciammo male quell’annata, perdendo ad Avellino, dove Tullio Gritti si fece parare un rigore da Di Leo (e perdemmo 2-1).  Proseguimmo molto bene, quando alla terza giornata capitombolammo 3-0 ad Ascoli, con gol del 2-0 di Giovannelli su rigore, e continuammo ancora meglio, subendo il rigore di Baggio in Torino-Fiorentina 2-1. Anche a Pescara non volemmo essere da meno, e ci facemmo fischiare un rigore contro inesistente, per fallo di Cravero.
Segnò Sliskovic (2-2 finale), quello che due anni prima ci aveva fatto gol da trenta metri con l’Hajduk di Spalato. Quando è destino è destino.
Finalmente ci fischiarono un rigore a favore col Pisa!
Si incaricò della massima punizione Polster. Nista respinse il tiro, ma sulla ribattuta Gritti fu veloce ad insaccare. Match poi terminato 3-1 per noi.
Altro rigore contro nella gara interna con l’Ascoli, ma il gol di Greco (!) non bastò ai marchigiani per ribaltare il risultato (2-1).
Il 28 febbraio 1988 giocammo al Comunale una gara all’apparenza abbordabile contro il Cesena. Talmente abbordabile che dopo i primi 45 minuti eravamo sotto 2-0, anche grazie al rigore di Di Bartolomei. Nella ripresa Cravero volò in area e lui stesso si assunse la responsabilità di siglare il gol del 1-2. Ci pensò poi Bresciani a pareggiare allo scadere.
A Firenze, la domenica successiva, come l’anno passato ci fischiarono un rigore inesistente contro, proprio all’ultimo minuto. Fu Nicola Berti, poi inutilmente stigmatizzato dalle tv, non ancora prone, lecchine e ruffiane, a tuffarsi in piena area, simulando abilmente.
Purtroppo Diaz questa volta non fallì, e le polemiche ebbero inizio.
Altro giro, altro rigore contro, una sequenza davvero interminabile quell’anno.
In occasione della gara interna del 13 marzo contro il Milan, Baresi si presentò dagli undici metri nel corso della ripresa.
Lorieri però intuì e deviò il tiro oltre la traversa, e la gara terminò poi 1-1 grazie ai gol di Bresciani e Ancelotti.
Anche in questo caso occorrerebbe menzionare i rigori che ci permisero di eliminare il Verona nei quarti di Coppa Italia e soprattutto quelli calciati nello spareggio UEFA contro l’odiata gobba.
Insomma, quelli del palo interno di Comi (palla che torna verso il campo) e del palo interno di Rush (gol).

Coordinate astrali:
A favore 3 (1) di cui 2 parati
Contro 7 (6) di cui uno deviato oltre la traversa.
Capitano dell’Astronave: Cravero (1)

 

Sistema planetario 1988-1989 ovvero quello dell‘ “Incredulità”
Aria irrespirabile, pianeti gonfi di metano, atmosfere esplosive, senso di perdita del passato. Ecco questa galassia dannata, che abbiamo visitato dopo ambienti vari ed ospitali.
Questo è un posto triste, passiamoci velocemente.
La nostra retrocessione quell’anno passò dai rigori. Il primo a favore fu una inutile vittoria in Coppa Italia sul Milan con rete di Bresciani, dopo averne prese 4 a Verona.
Il nostro rigorista ufficiale in campionato era Cravero.
Iniziò bene, segnando all’Atalanta alla terza giornata, gol che non bastò ad evitare l’1-1, poi segnò il gol del 2-1 nel 4-3 interno contro la Lazio… e poi, nella partita interna decisivissima contro il Pescara, si fece parare da Gatta il rigore del possibile 2-1.
Cravero segna ancora il gol della bandiera a Napoli (il famoso incontro per cui al Napoli venne pagato premio triplo per la vittoria), una disfatta 1-4, ma sarà Muller a suggellare un’annata disgraziata, facendosi parare da Pazzagli dell’Ascoli il rigore del 2-1.
E quella fu la fine.
I rigori contro non furono tutto sommato numerosi.
Cominciammo alla prima giornata, quando perdemmo in casa 2-3 con la Samp e le danze blucerchiate iniziarono dopo solo sette minuti col gol di Bonomi. A Firenze ci venne fischiato contro il terzo rigore consecutivo in tre anni e Baggio ci condannò a una delle tante sconfitte (2-1). Poi bisogna fare un lungo salto ed arrivare a fine campionato.
Immancabile penalty a Napoli, nel suddetto 4-1, e rigore di Milton Como, inutile per i lariani, sconfitti per 2-3 da un nostro illusorio canto del cigno.

Coordinate astrali:
A favore 6 (4) di cui 2 parati.
Contro 4 (4)
Capitano dell’Astronave: Cravero (3)

 

Sistema planetario 1989-1990 ovvero quello della “Cavalcata”
Tra i posti più sereni che abbiamo mai visitato.
Fu l’ultimo viaggio della nostra bella nave spaziale “Maratona”.
Quando è stata ristrutturata, qualche anno fa, qualcosa deve essere andato storto, perché non è neanche lontanamente paragonabile a quella che era.
Nonostante in questa Sistema planetario spadroneggiassimo in lungo e in largo, non ci vennero fischiati troppi rigori a favore. Come l’anno passato, il rigorista designato era Cravero. Arrivammo alla dodicesima giornata, quando giocammo a Pisa, senza avere ancora incontrato massime punizioni, a favore o contro. Quel giorno il Toro a Pisa disputò una gara gagliarda, ed ebbe l’occasione, proprio con Cravero, di mettere in riga i nerazzurri toscani. Ma Simoni respinse il suo tiro e la gara terminò 0-0, con lo stesso Cravero poi espulso.
Tre domeniche più tardi incespicammo sulla Triestina in casa, in uno dei nostri rarissimi pareggi interni. I friulani passarono in vantaggio grazie ad un rigore di Catalano, gara poi riequilibrata da Skoro.
Più niente fino alla terza giornata di ritorno, dove affrontammo l’ostico Brescia, quando ci fu fischiato il secondo ed ultimo rigore della stagione a favore.
Non calciò Cravero, ma Policano.
Una sassata, come potete immaginare. Gol.
Lo stesso Policano calciò anche un rigore contro la Nazionale Militare (4-4), ma colse il palo.
Le massime punizioni a sfavore, tuttavia, non erano finite. Prima Incocciati pareggiò momentaneamente la gara di ritorno col Pisa (2-1 per noi), poi di nuovo Catalano aprì le marcature in Triestina-Torino 3-3, gara che sancì il nostro ritorno in A.

Coordinate astrali:
A favore 2 (1) di cui uno parato
Contro 3 (3)
Capitano dell’Astronave: Policano (1)

 

Bene ragazzi.
Tiriamo le somme fino a questo punto, a metà del viaggio.

Dal 1976 al 1990:

Rigori a favore: 65, di cui:
47 realizzati
12 parati
3 calciati fuori o alto
3 calciati sul palo

 

I 18 rigori sono stati falliti da:
Junior 3 (1 parata, 2 volte alto)
Pulici 3 (1 traversam 1 palo,1 parata)
Graziani  3 (2 parate, 1 alto)
Cravero 2 (2 parate)
Hernandez 2 (2 parate, di cui una ribadita in rete)
Gritti  1 (parata)
Comi 1 (palo)
Polster 1(parata)
Selvaggi 1 (parata)
Muller 1 (parata)

 

Rigori a sfavore 68, di cui:
53 realizzati
10 parati
3 calciati fuori o alto
2 calciati sul palo

 

I 14 rigori a sfavore non realizzati sono stati sbagliati da:
3 Altobelli (2 parate, 1 palo)
2 Pruzzo (parate)
1 Rivera (parata)
1 Maradona (parata)
1 Platini (parata, poi ribadita in rete)
1 Brady (parata)
1 Rocca (fuori)
1 Galderisi (parata)
1 Baresi (parata, oltre la traversa)
1 Diaz (palo)
1 Barbadillo (alto)
1 Paciocco (alto)

 

I nostri portieri che hanno neutralizzato i tiri sono stati:
8 Terraneo (Rivera, Platini, Brady, Altobelli, Pruzzo – parate, Altobelli – palo, Barbadillo – alto, Rocca – fuori)
3 Martina (Altobelli, Galderisi – parate, Paciocco – alto)
2 Copparoni (Maradona, Pruzzo – parate)
2 Lorieri (Baresi – parata, Diaz – palo)

 

L’unico commento, al momento riguarda il fatto che nel quindicennio preso in esame, spesso e volentieri il Toro era una squadra forte.
Ebbene, nonostante questo la quota rigori è addirittura leggermente in negativo. Strano, molto strano…
Come detto, questo lavoro si presta ad imprecisioni. Conto sulla vostra memoria e sulle vostre osservazioni per correggere il tiro.
Ora la nostra astronave atterra momentaneamente per caricare i serbatoi di combustibile.
Tra un paio di settimane affronteremo la seconda parte del nostro viaggio, che ci porterà fino ai giorni nostri.
Sperando che questa avventura sia stata di vostro gradimento, il comandante vi saluta e vi aspetta la prossima settimana per volare in qualche altro universo, magari fantastico, chi lo sa?

 

MAURO SAGLIETTI

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