Torino: è sempre Gazzi il leone della mediana

Torino: è sempre Gazzi il leone della mediana

In ritiro / Ventura, contro il Savona, non rinuncia allo schermo davanti alla difesa: con lui in campo il regista puro non serve

In tanti lo hanno invocato per anni, durante le varie sessioni dedicate al calciomercato: il regista puro, colui che detta i tempi. Il famigerato centrocampista dai piedi educati. In pratica, il surrogato di Pirlo, ma senza maglia a strisce: questo il desiderio proibito dei tifosi del Toro.

Un profilo non semplice da trovare, ma che allo stesso tempo (ammesso e non concesso che sia possibile individuare l’erede di un giocatore più unico che raro) può davvero cambiare il volto della mediana. Eppure, guarda caso, per l’ennesima volta Ventura dimostra a tutti che il ruolo del metronomo puro è ormai sorpassato. 

E in tal senso lo stesso Pirlo rappresenta l’eccezione che conferma la regola. Per stare al centro del campo, nel calcio moderno, devi anche soprattutto correre. Come fa Vives, come ha sempre fatto Gazzi. 

E così, come l’anno scorso e come l’anno prima, il Torino può fare a meno del regista puro. Il rosso mediano si è dimostrato un vero e proprio leone del centrocampo, capace di ruggire ed arrivare per primo su ogni pallone. 

Al di là dell’avversario posto dall’altra parte del campo, perché in questo caso i tempi o li hai, o non li hai. Che sia la Serie A, o la Lega Pro non fa differenza: Gazzi ha dimostrato di esserci e di poter tranquillamente ritagliarsi un ruolo da protagonista, anche in questa stagione. 

Ovviamente, come tutti, anche l’ex Siena avrà un anno di più e molto probabilmente sarà costretto alla staffetta con un altro senatore dello spogliatoio: Beppe Vives. Che a differenza sua ha una visione di gioco più ampia, ma parimenti non lesina una goccia di sudore. 

Baselli e Obi, Acquah e Benassi: loro saranno le mazzale del nuovo Torino. Al centro, non si cambia. Vives, ma soprattutto Gazzi: con lui in campo, il regista puro non serve.

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