Torino: Obi può far dimenticare El Kaddouri

Torino: Obi può far dimenticare El Kaddouri

In ritiro / Il nigeriano giostra bene sulla trequarti quando Gazzi e Acquah chiudono la mediana in linea. Meno classe, più concretezza

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Cessione di Matteo Darmian a parte, l’addio di Omar El Kaddouri è senza dubbio stata la ferita maggiore per il Torino in questa sessione di calciomercato. Perlomeno dal punto di vista della qualità: il centrocampista marocchino, specie nella seconda metà della scorsa stagione, è stato a tratti imprescindibile per il Torino, per la bravura nel fungere da trait-d-union tra linea mediana ed attacco e per la qualità nell’ultimo passaggio. Tanto è vero che le statistiche lo hanno descritto come uno dei centrocampisti migliori della Serie A 2014-2015 in quanto a occasioni create.

STAFFETTA OBI-EL KADDOURI – Le scelte del marocchino e del suo entourage lo hanno però portato lontano da Torino. Nei giorni immediatamente successivi al suo mancato riscatto, il Torino ha portato a casa Joel Obi dall’Inter perché occupasse, nello scacchiere venturiano, la casella lasciata libera da El Kaddouri: quella della mezzala sinistra. E quindi, dopo le prime apparizioni – pur se in un contesto non attendibilissimo come il calcio di luglio – è naturale formulare opinioni su cosa possa avere guadagnato e cosa può avere perso il Torino con la staffetta Obi – El Kaddouri (non dimenticando, certamente, che il nigeriano avrà comunque un concorrente difficile come Daniele Baselli).

CORSA E DISCIPLINA – Pare certo che Obi non possegga la qualità nel passaggio né nella conduzione del pallone di Omar El Kaddouri, uno che – nelle sue migliori giornate – abbiamo visto pennellare traversoni e cambi di gioco notevolissimi e produrre strappi palla al piede in grado di spezzare le difese. Il nigeriano, però, ha altre qualità: la corsa innanzitutto, e anche l’intelligenza tattica. Da quanto visto ieri, pare che Obi stia già assimilando i movimenti di Ventura: in fase difensiva, scalare alla sinistra di Gazzi, in fase offensiva, spostarsi in posizione più centrale sulla trequarti. La grande gamba, poi, gli permette di attaccare la profondità con continuità ed efficacia, in particolare lì sulla fascia sinistra, in simbiosi con l’esterno di turno, che nel primo tempo di ieri era Molinaro.

El Kaddouri e Obi: due giocatori diversi, e difficilmente paragonabili. Sta di fatto però che al nigeriano, come a Daniele Baselli, verrà richiesto di non fare rimpiangere il giocatore ora al Napoli. Un compito difficile che però Obi può svolgere, se saprà sfruttare al meglio le sue armi, ma soprattutto se saprà assorbire in fretta le nozioni calcistiche di Ventura.

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