Torino, Gazzi testimonia al processo di Conte: ”Dopo la partita trovai un computer nello spogliatoio al mio posto”

Torino, Gazzi testimonia al processo di Conte: ”Dopo la partita trovai un computer nello spogliatoio al mio posto”

Calcioscommesse / La posizione del centrocampista è stata chiarita da tempo. Ascoltato come testimone puro dichiara: ”La Salernitana aveva bisogno di punti”

Il ct della Nazionale Antonio Conte è arrivato al palazzo di giustizia di via Nazariantz per deporre come testimone al processo barese sul calcioscommesse relativo a due presunte partite truccate di serie B dei campionati 2007-2008 e 2008-2009. È entrato in Tribunale da un ingresso secondario per evitare telecamere e fotografi. Conte, che all’epoca dei fatti contestati era allenatore del Bari, in questo procedimento penale per frode sportiva non è mai stato indagato ma è stato sentito durante le indagini come persona informata sui fatti. Il ct della Nazionale non è ancora in aula e prima di lui viene sentito come teste l’ex biancorosso Alessandro Gazzi. La posizione di Gazzi nell’ambito di questo procedimento è stata archiviata nei mesi scorsi. L’ex giocatore del Bari, quindi, pure essendo accompagnato dall’avvocato Orazio Cicatelli, viene sentito come testimone puro. ”Prima della partita con la Salernitana Stellini fece una riunione in palestra con quasi tutta la squadra ricordando il gemellaggio tra le tifoserie e invitando a tenere un particolare atteggiamento in campo, dal momento che il Bari era già promosso in serie A mentre la Salernitana aveva bisogno di punti – questa in sintesi la ricostruzione del giocatore -. Il mediano ai tempi biancorosso ha poi proseguito su Salernitana-Bari, giocata il 23 maggio 2009 terminata 3-2: ”Dopo la partita trovai un computer nello spogliatoio al mio posto. Un regalo mi dissero – ha riferito Gazzi – e pensai che era perché avevo giocato la mia prima partita da capitano dopo cinque anni che ero al Bari. Ero imbarazzato e lo lasciai lì, ma il giorno dopo, pensando che fosse una scortesia nei confronti della squadra, decisi di prenderlo. Alcuni giorni prima della partita (Bari-Treviso del 10 maggio 2008, finita 0-1, ndr) io ero nello spogliatoio e sentii parlare Santoruvo con altri compagni della possibilità di lasciare la partita al Treviso”.

Lo ha detto in aula l’ex giocatore del Bari Alessandro Gazzi, sentito come teste nel processo calcioscommesse su due partite di serie B ritenute truccate dei campionati 2007-2008 e 2008-2009, Salernitana-Bari (del 23 maggio 2009, finita 3-2) e Bari-Treviso (del 10 maggio 2008, finita 0-1) vendute dai biancorossi – secondo l’accusa – per complessivi 220mila euro. Rispondendo alle domande dei difensori, del pm Giuseppe Dentamaro e del giudice monocratico Domenico Mascolo dinanzi al quale si sta celebrando il processo, Gazzi ha chiarito: ”Santoruvo parlava a nome di Esposito ed escludo che parlò di denaro. Per posizione in classifica il Bari era salvo, invece il Treviso era in zona retrocessione”. Lo riferisce l’ANSA.

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